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4' di lettura

Incertezza, preoccupazione e stress. Sono solo alcune delle situazioni psico-fisiche che si sono manifestate durante il picco dell'emergenza sanitaria da Covid-19. Soprattutto per i pazienti che soffrono di MICI, ossia di malattie infiammatorie croniche che colpiscono l'intestino.

A dircelo è l'Associazione AMICI Onlus che insieme al Centro di Ricerca EngageMinds Hub dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha analizzato la relazione psicologica tra Covid-19 e pazienti MICI. 

Già in un altro articolo "AMICI Onlus e Cittadinanzattiva indagano l'assistenza sanitaria Covid-19" abbiamo parlato della ricerca svolta dall’Associazione AMICI Onlus in collaborazione con Cittadinanzattiva, che ha indagato il livello di assistenza sanitaria durante il picco dell'emergenza Covid-19.

L'obiettivo di questo studio invece? Analizzare il risvolto psicologico e il ruolo del patient engagement, dei pazienti con MICI, durante l'emergenza sanitaria, al fine di assicurare l'autonomia della terapia e della malattia, soprattutto in situazioni avverse.

 

Queste due ricerche rappresentano l’impegno massimo dell’associazione durante la fase più acuta dell’emergenza. Abbiamo voluto, mentre imperversava la crisi, capire cosa stesse succedendo, quale era l’impatto generato sulle persone con MICI, in termini di carenza di assistenza sanitaria ed in termini di perdita dei riferimenti psicologici. Questo, per essere sempre allineati ai bisogni della nostra comunità.

Enrica Previtali - Presidente AMICI Onlus

 

In questo articolo parleremo di:

 

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La ricerca “Covid-19 e MICI: preoccupazione e stress nei pazienti italiani”

Perché è importante offrire assistenza e supporto educativo e psicologico? Serve ad indirizzare e agevolare il patient engagement, soprattutto durante situazioni critiche, come il Covid-19.

Nonostante ciò, un aspetto importante emerso in questo periodo di emergenza sanitaria è stato quello legato ad una totale assenza di questo servizio. I dati della ricerca condotta da AMICI ONLUS in collaborazione con EngageMinds HUB dal titolo  "Covid - 19 e MICI: preoccupazione e stress nei pazienti italiani" parlano chiaramente di un importante impatto psicologico e sull’autogestione della cura cronica dell’emergenza.

Dallo studio emerge che:

  • Il 50% dei pazienti italiani con MICI ha dichiarato di avere poca conoscenza in merito all’impatto che il virus può avere nella propria malattia;
  • Il 45% non è a conoscenza delle probabilità, per chi soffre di MICI, di contrarre il Covid-19;
  • Il 50% dei pazienti ritiene che lo stress avvenuto in seguito dell’emergenza sanitaria possa impattare sui sintomi percepiti;
  • Il 61% è molto preoccupato per l’emergenza da Coronavirus. Nella maggior parte delle risposte, risulta essere presente un alto rischio, sia per se stessi (59%) che per i propri cari (81%), di contagio dal virus;
  • Il 29% dei pazienti, ossia quasi un terzo, ha disdetto visite ospedaliere per paura di contrarre il virus;
  • Solo il 18% degli intervistati dichiara di essere capace a gestire la propria malattia e di saper dialogare in modo efficace e sostenibile come i diversi attori del sistema sanitario.

Questi dati evidenziano come, dal punto di vista psicologico, i pazienti italiani che soffrono di MICI abbiano e stiano vivendo una situazione che ha un forte risvolto psicologico. Incertezza, preoccupazione e stress sono i principali fattori che i pazienti stanno manifestando e che stanno portando possibili ricadute sulla propria malattia e sul processo e gestione di cura.

Dati importanti emergono infatti su come i pazienti con minori livelli di engagement riportano diverse conseguenze negative, quali:

  • un peggiore impatto dell’emergenza sanitaria sul loro stile di vita;
  • Incapacità di gestire il proprio stress
  • Problematiche e ricadute sulla propria malattia.

 

Dare voce alle preoccupazioni e alle necessità dei pazienti in questo periodo di emergenza è fondamentale non solo per garantire un’assistenza corretta e tempestiva ma anche per orientare iniziative educative e supporti psicologici volti a sostenere la resilienza e l’engagement delle persone.  

Guendalina Graffigna - Direttore di EngageMinds HUB

 

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Il ruolo delle Associazioni

Il ruolo delle Associazioni nel mondo sanitario è rilevante per mantenere attiva la relazione tra paziente-cura-ente sanitario, ossia il patient engagement.

In questo scenario di pandemia e di emergenza che ruolo hanno avuto le Associazioni nella prospettiva dei pazienti?

La studio condotto da AMICI Onlus e EngageMinds HUB svela chiaramente la loro importanza:

  • Il 76% degli intervistati dichiara che l’Associazione è una "stella polare" nel percorso della propria malattia, percorso di cura e dei propri bisogni medici;

Non solo, ma chi è attivo nella relazione e comunicazione con la propria Associazione di riferimento ha riportato principalmente 2 benefici:

  • minori livelli di stress;
  • un migliore adattamento psicologico all’emergenza sanitaria, ossia il così detto “coping”.

Le Associazioni sono sempre state, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, un efficace mezzo e struttura medica che si fa carico degli aspetti essenziali dell’educazione, della prevenzione, dell’assistenza comunicativa e psicologica dei propri pazienti.

 

L'Associazione AMICI Onlus in questo periodo di crisi ed emergenza sanitaria è stata ogni giorno a contatto e a supporto dei propri pazienti che soffrono di malattie infiammatorie croniche, soprattutto attraverso attività e assistenza psico-sociale

 

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