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La terapia antibiotica per curare la Clamidia è efficace nel 95% dei casi, purché venga seguita correttamente. Oltre ad assumere l’antibiotico per il tempo necessario, durante la cura è importante attenersi ad alcune regole. Nell’articolo tutto ciò che serve sapere per guarire dalla Clamidia.
La Clamidia è un’infezione batterica che si cura con gli antibiotici. La scelta dell’antibiotico giusto si basa su linee guida periodicamente aggiornate, e viene fatta dal/la medico/a sulla base delle caratteristiche dell’infezione, sull’età e sulle condizioni generali della persona.
Gli antibiotici di prima scelta da assumere per il trattamento della Clamidia genitale non complicata (il caso più frequente) sono:
Antibiotici alternativi a questo trattamento, sempre indicati per Clamidia non complicata sono inoltre:
In caso di Clamidia contratta in gravidanza gli antibiotici consigliati perché non dannosi per il feto sono:
Le persone allergiche alla doxiciclina o alla azitromicina possono ugualmente assumere in alternativa l'amoxicillina. In genere questi trattamenti sono sufficienti, in caso di Clamidia complicata o di resistenza agli antibiotici, la terapia va ricalibrata o prolungata.1,2,3
Gli antibiotici per la Clamidia hanno meccanismi d’azione diversi a seconda del principio attivo, ma tutti agiscono eradicando il batterio Chlamydia trachomatis. Lo scopo della terapia è pertanto quello di impedire ai batteri di replicarsi in modo da portare alla morte tutti i focolai esistenti nel corpo.
Questo ciclo ha tempi precisi, se la cura viene interrotta in anticipo potrebbe avere serie conseguenze, una delle quali è l’antibiotico resistenza, oltre alla mancata guarigione. Gli antibiotici per la Clamidia funzionano ad ampio spettro, ciò significa che possono uccidere anche batteri non patogeni aumentando il rischio di altre infezioni, e causare effetti avversi tra cui:
Per contrastare tali conseguenze è possibile chiedere al/la medico/a qualche integratore per proteggere stomaco, intestino e apparato genito-urinario.2,3
Le terapie antibiotiche come quella per la Clamidia, vanno seguite scrupolosamente per tutto il tempo indicato nella prescrizione medica. Durante la cura è inoltre necessario:
La cura antibiotica per la Clamidia risulta efficace nel 95% dei casi se seguita correttamente. Se i sintomi persistono è necessario rivolgersi al/la medico/a, per risalire alle possibili cause. Ci sono diverse possibilità del perché ciò possa accadere:
In tutti questi casi la rivalutazione medica con un nuovo trattamento o un cambio di antibiotico è indicata. Nel caso in cui la cura vada a buon fine, per avere la certezza di aver eradicato l’infezione occorre ripetere il test tre mesi dopo la fine della terapia.
Le persone con meno di 25 anni devono ripetere il test anche ai sei mesi dalla cura perché il loro rischio di reinfezione è più alto. In gravidanza il test per la Clamidia va ripetuto quattro settimane dopo la cura o, se vi sono fattori di rischio, sempre nel terzo trimestre.1,2,3
Il trattamento antibiotico per la Clamidia genitale non problematica dura in quasi tutti i casi sette giorni. L’unica variante è rappresentata dalla terapia con azitromicina che va seguita per un massimo di tre giorni con una variazione nel dosaggio.2 Una forma di Clamidia più rara, il linfogranuloma venereo, va invece curato per tempi più lunghi con gli stessi antibiotici previsti per la forma genitale comune, ovvero fino a 21 giorni.3
Come accade per tutte le cure antibiotiche seguite correttamente, il miglioramento dei sintomi si verifica prima della fine della terapia. Tuttavia, è assolutamente indispensabile completare il ciclo antibiotico previsto, per avere la certezza di eradicare l'infezione. Anche in caso di persistenza dei sintomi occorre evitare di prendere iniziative in proprio e piuttosto completare il trattamento e successivamente rivolgersi nuovamente al/la medico/a.1,2,3
Non è consigliato bere alcolici quando si è sotto terapia antibiotica per la cura della Clamidia per diversi motivi:
Durante la settimana di cura è invece utile assumere molti liquidi diuretici, in particolare acqua, per favorire l’eliminazione dei batteri della Clamidia e in tal modo migliorare l’efficacia degli antibiotici.
Sì, un’interazione è possibile e occorre informare il/la medico di qualunque farmaco o integratore si stia assumendo prima di iniziare la cura antibiotica per la Clamidia. Nel caso della doxiciclina farmaci che potrebbero interferire sono:
In caso di cura con azitromicina occorre informare il/la medico/a se si assumono:
Non occorre necessariamente sospendere le terapie, bensì chiedere al medico/a se è necessario sostituire il farmaco o modificare le modalità o le dosi di assunzione.
La pillola anticoncezionale si può continuare ad assumere anche durante la terapia antibiotica per la Clamidia, tenendo però conto che in alcuni casi, potrebbe risultare meno efficace. Non ci sono specifiche limitazioni in tal senso per quanto riguarda sia l’azitromicina che la doxiciclina, tuttavia questi farmaci possono causare qualche effetto avverso, tra cui vomito o diarrea, che riducono l’assorbimento degli ormoni presenti nella pillola contraccettiva. In ogni caso per sicurezza è bene chiedere informazioni al/la medico/a.
Durante la terapia antibiotica per la Clamidia è sconsigliato avere rapporti sessuali, o al limite, per evitare reinfezioni, usare il condom, che protegge anche da eventuali gravidanze indesiderate. Ricordiamo però sempre che la pillola anticoncezionale offre molti vantaggi ma non protegge dalle malattie a trasmissione sessuale come la Clamidia. Per prevenire queste infezioni è indispensabile praticare sesso genitale, anale o orale protetto usando il preservativo.5