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I tumori cutanei sono in continuo aumento e sono sempre più frequenti, soprattutto tra la popolazione maschile. Tra questi, i melanomi sono i maggiori responsabili della mortalità tra i tumori cutanei, rappresentando la seconda causa di morte nei soggetti tra i 30 e i 40 anni. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ogni anno nel mondo si registrano 232.000 nuovi casi di melanoma (per un approfondimento si rimanda all'articolo Parola all'esperto: il melanoma tra fattori di rischio, diagnosi, prevenzione e terapie) e tra le cause principali prevale proprio l’esposizione scorretta ai raggi UV, sempre più aggressivi.

Le scottature da sole e l’eccessiva esposizione ai raggi UV sono, infatti, le principali cause dei carcinomi della pelle. Spesso sottovalutiamo persino l’impatto che il sole può avere su un bambino, portato in giro nel passeggino mentre la mamma fa la spesa sostando tra un negozio o una bancarella e l’altra. Uno degli accorgimenti, secondo le indicazioni della Comunità Europea, è di utilizzare creme e filtri solari durante tutte le stagioni dell’anno.

“Ognuno di noi, fin da piccolo, ha la pelle costellata di nei che nella maggioranza dei casi non rappresentano un pericolo per la salute. Ma se non si osservano semplici regole, questi possono trasformarsi in veri e propri tumori. I nei sono aggregati di melanociti, ovvero di cellule che producono melanina, presenti normalmente tra il derma e l’epidermide, lo strato superficiale della pelle. Sono formazioni di per sé benigne, ma vanno tenuti sempre sotto controllo e protetti anche nell’esposizione al sole”

Commenta il professor Marco Allosio, Presidente di Lilt Milano.

"Nonostante i numeri siano allarmanti, la strada verso la prevenzione è ancora in salita. Secondo gli ultimi dati disponibili solo 1 italiano su 2 si protegge quando è in spiaggia; e tra essi solo il 42% sceglie un fattore protettivo alto mentre il 68% sceglie imperterrito di esporsi al sole nelle ore più calde. In tema di prevenzione, anche in questo caso, le donne sono le più virtuose, spinte forse dal tema del precoce invecchiamento cellulare e della prevenzione delle rughe: il 59% usa sempre la crema solare e solo l’1% non la utilizza mai, contro il 42% e il 7% degli uomini”.

 

Il sole comporta, infatti, vantaggi e svantaggi, la parola d’ordine perciò è equilibrio. Fa bene alle ossa perché aiuta la sintesi della vitamina D, giova all’umore e regala un colorito sano. D’altra parte l’invecchiamento cutaneo e i tumori della pelle sono legati a un’esposizione senza precauzioni.

Per prendere il sole in spiaggia in sicurezza basta osservare poche semplici regole.

  1. Evitare di esporsi nelle ore più calde;
  2. Non sottovalutare i riflessi del sole sull’acqua e sulla sabbia;
  3. La pelle va sempre protetta, non solo con la crema solare ad alto fattore protettivo, ma anche attraverso gli indumenti (maglietta, occhiali da sole e cappello);
  4. Le persone più a rischio sono quelle che hanno tratti chiari, con capelli biondi o rossi, occhi azzurri o verdi e pelle molto chiara.
  5. I bambini sono i più vulnerabili e, perciò, non andrebbero esposti al sole prima dei sei mesi.
  6. Deleteri sono i trattamenti di abbronzatura artificiale, ormai banditi in molti stati esteri e vietati sotto i 18 anni.

È necessario, inoltre, preparare la pelle all’esposizione e, in questo, anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale: bisogna mangiare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno e bere molta acqua.

Per maggiori informazioni o per prenotare una visita di controllo potete contattare il centro LILT più vicino cliccando questo link.

 

A cura di LILT Milano


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