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Cosa sono i disturbi specifici dell'apprendimento? Quando si manifestano?

I
disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) riguardano difficoltà inerenti alle
specifiche abilità di scrittura, lettura e calcolo che il bambino acquisisce
nei primi anni dello sviluppo (per un approfondimento sul processo di sviluppo si rimanda all’articolo Da bambino a preadolescente: le 5 fasi fondamentali per lo sviluppo). Generalmente, infatti, questi disturbi vengono individuati nei primi anni della scuola elementare.


Come è possibile riconoscerli?

Per ottenere la diagnosi è necessaria una certificazione (compiuta da psicologo, neuropsichiatra infantile
e logopedista presso il Sistema Sanitario Nazionale o presso centri
accreditati, a seconda della regione di residenza), rilasciata
solo dopo un attento accertamento clinico. Grazie a questa, con l’entrata in
vigore della legge 170/10,
il bambino può ottenere delle misure dispensative e degli strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo. I genitori, infatti, possono richiedere alla
scuola un percorso didattico personalizzato (PDP)


Quali sono quelli attualmente riconosciuti in Italia?

I
Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) al momento riconosciuti in Italia dalla Legge 170/2010 sono:

1. DISLESSIA: La dislessia è la forma più citata e conosciuta. Non origina da difficoltà cognitive,
psicologiche o sensoriali ma ha origine neurobiologica. Per questo, è
innanzitutto importante accertarsi che le difficoltà non abbiano una causa
psicologica scatenante (
come ad esempio rifiuto scolastico del bambino, scarsa motivazione,
bassa autostima
) né siano legate a deficit della vista. Il bambino
dislessico fatica a leggere e scrivere fluentemente e in maniera automatica.
Sebbene riesca a svolgere il compito, ci impiega più tempo e necessita di maggiore attenzione; per questa ragione ne consegue
spesso un aumento di distraibilità e maggiore stanchezza. Possono derivare
anche difficoltà ortografiche, di comprensione del testo e lessicali. Quelli che possono sembrare “errori” caratteristici comportano l’
inversione nell’ordine delle lettere o dei
numeri
(ad esempio 31-13 o scrivere B invece di P. Infine, a volte, il bambino stesso fatica a imparare serie ed elenchi e a distinguere le coordinate
spazio-temporali (ad esempio le tabelline, i punti cardinali o l’ordine dei
mesi).

2. DISGRAFIA: La disgrafia è legata maggiormente all’abilità di scrittura. La disgrafia implica una
difficoltà nel tracciare e riprodurre lettere e numeri e può emergere quando il
bambino sviluppa una propria grafia personalizzata. I testi dei bambini
disgrafici appaiono poco leggibili, con disorganizzazione dello spazio e delle
forme, comportando così una scrittura molto lenta e difficoltosa. È possibile
lavorare sulla corretta grafia attuando piani personalizzati volti
all’esercizio motorio e di coordinazione oculo-motoria.

3. DISORTOGRAFIA: Il bambino non rispetta la trasformazione linguaggio parlato-linguaggio scritto, pertanto vengono omesse o invertite sillabe, troncate
parole o sostituiti grafemi. Può coesistere con questo DSA anche un disturbo
del linguaggio.
 

4. DISCALCULIA: La discalculia riguarda le competenze nell’automatismo di calcolo aritmetico e di elaborazione
di numeri. Anche questo specifico disturbo non è dovuto da difficoltà cognitive
o psicologiche. Il bambino fatica in matematica perché non riesce a riconoscere
e denominare i simboli numerici o ad abbinare il numero che viene scritto o
letto alla quantità effettiva. Allo stesso tempo, anche la risoluzione di
problemi e di numerazione in ordine crescente o decrescente possono essere
intaccate.

Le diverse tipologie di DSA possono comparire isolatamente o, più comunemente, in associazione tra loro o con altri disturbi evolutivi (una delle associazioni più frequente è con il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD): un altro disturbo evolutivo che si manifesta prevalentemente attraverso scarsa attenzione, impulsività e iperattività).


Cosa ne comporta da un punto di vista scolastico?

Per i disturbi specifici dell'apprendimento non è previsto l’affiancamento dell’insegnante di sostegno ma possono comportare gravi difficoltà a livello di rendimento scolastico e di motivazione allo studio. Pertanto, richiedono l’intervento da parte degli adulti di riferimento per predisporre tempestivamente e adeguatamente il bambino all’apprendimento.







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