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7' di lettura 

Coronavirus, pandemia, allerta sanitaria, chiusura totale sono alcuni dei termini che sentiamo ripetere con maggiore frequenza. In una situazione delicata come quella che stiamo ormai vivendo in tutta Italia, raccontare e tenere il passo con i molteplici aggiornamenti e decreti che si susseguono non è sempre semplice, e talvolta è possibile prendere per vere notizie non sempre corrette e soprattutto non provenienti dalle fonti ufficiali.

A maggior ragione oggi, è fondamentale contribuire alla sola diffusione di notizie ufficiali, veicolate dagli enti competenti come Ministero della Salute, Governo e OMS. Ecco perché in questo articolo abbiamo deciso di aiutarvi a fare il punto della situazione: cosa è cambiato? Quali sono le ultime linee guida condivise dal Governo? Cosa dobbiamo sapere? 

 

#Insieme contro il Coronavirus

 

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1.Decreti e nuove linee guida: vediamoli insieme

Con 10.590 positivi, 827 pazienti deceduti e 1.045 guariti (dati aggiornati: 11 marzo ore 18.00), l'Italia si trova al secondo posto della classifica mondiale per numero di morti registrate, dopo la Cina. 

Dal giorno in cui abbiamo scoperto il primo paziente di Codogno affetto da COVID-19 (il nome della malattia provocata dal virus SARS-CoV-2), si sono susseguite, in tempi anche brevi, tutta una serie di Direttive e Decreti, emanati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, con l'obiettivo di prevenire la diffusione del virus e ridurne l'impatto sulla società e l'economia. Decreti che, in un modo o nell'altro, hanno generato scompiglio nella popolazione che, non sempre, si è dimostrata collaborativa e soprattutto matura nel prendere le proprie decisioni. 

Se in una fase iniziale della circolazione del virus in Italia, l'obiettivo è stato quello di gestire la situazione senza tuttavia ricorrere allo stop delle attività commerciali, nelle settimane a seguire si è manifestato in modo evidente il bisogno di interventi più decisi. Arriviamo dunque agli ultimi tre Decreti che si sono susseguiti nel giro di pochi giorni. 

Nella notte tra il 7 e l'8 marzo, il Governo ha emanato un Decreto che proponeva la chiusura della Lombardia, del Veneto e di altri 14 comuni considerati zone rosse. A causa di un'errata gestione della comunicazione, la pubblicazione della bozza del Decreto ha scatenato il panico: in molti si sono affrettati a raggiungere le stazioni per fare ritorno ai propri paesi, con il rischio di contribuire alla diffusione del virus. 

A seguito del continuo incremento dei casi, lunedì 9 marzo, il Premier Conte, in diretta, ha diffuso un nuovo Decreto soprannominato "Io resto a casa". Un Decreto che ha esteso a tutto il territorio nazionale le misure già messe in atto nelle regioni e nei comuni precedentemente considerati zone rosse. 

Non più zona rossa, bensì una zona di sicurezza o zona protetta, estesa a tutta l'Italia, per contrastare la diffusione del virus e ridurre lo stress a cui sono sottoposte le strutture ospedaliere che ogni giorno sono in prima linea per fornire assistenza ai pazienti affetti e, soprattutto, a coloro che necessitano del ricovero in terapia intensiva

 

#Insieme contro il Coronavirus

 

"Evitare ogni spostamento non necessario", "restare a casa", "evitare ogni forma di assembramento" sono alcuni dei messaggi ufficiali diffusi presso la popolazione, invitata alla collaborazione.

Fino a ieri sera, mercoledì 11 marzo, quando, sempre in diretta, il Premier Conte ha annunciato la firma di un nuovo provvedimento che prevede la chiusura di tutte le attività commerciali non necessarie. Una misura necessaria per contrastare ulteriormente la diffusione del contagio e rispondere alle continue richieste di Regioni quali Lombardia, Veneto e Piemonte, messe a dura prova da questa emergenza sanitaria. Una "chiusura totale" di due settimane, al termine della quale sarà possibile capirne gli effetti. 

 

2. Le nuove limitazioni sul territorio italiano

Considerando il Decreto di lunedì 9 marzo, le nuove limitazioni non riguardano solo la Lombardia e le 14 province colpite da un maggior numero di casi, ma tutto il territorio italiano, considerato a tutti gli effetti una zona di sicurezza.  

 

Questo è il momento della responsabilità, da parte di tutti. Questa battaglia si vince solo con l’impegno di ognuno di noi

 

Il testo del Decreto "Io resto a casa" estende le misure forzate di Domenica a tutta la penisola. 

 

La nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti. Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come “io resto a casa”. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’Italia zona protetta.

 

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Queste sono state le ultime parole del Premier che, attraverso una conferenza stampa ha esposto i cambiamenti e le ultime procedure che il Governo ha deciso di attuare a tutela della salute di tutti. Sono tante le misure di «contenimento del contagio» da adottare in tutte le regioni, province e comuni per contrastare e contenere il diffondersi del virus:

a) Bisogna evitare qualsiasi spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori. La mobilità è consentita «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute». È «consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza» presentando un modulo per l' autodichiarazione del motivo dello spostamento.

b) chi ha 37,5 di febbre e infezioni respiratorie deve ed è invitato a restare a casa e a limitare i contatti con le persone vicine;

c) per coloro che si trovano in quarantena e sono risultati positivi al virus vige il divieto assoluto di spostarsi dalla propria abitazione;

d) è sospeso qualsiasi evento e/o competizione sportiva, di tutte le categorie agonistiche e non, e di qualsiasi tipologia di sport, compreso il calcio, che ferma il campionato. Gli impianti sportivi sono utilizzabili soltanto a porte chiuse per gli atleti agonistici candidati alla partecipazione dei giochi olimpici o manifestazioni internazionali e nazionali;

e) sono sospese tutte le manifestazioni in luogo pubblico o privato di qualsiasi genere: dalla cultura allo sport, dalle attività religiose alle fiere. Chiusi quindi cinema, teatri, pub, sale scommesse e discoteche. Sono aperti invece gli uffici pubblici;

f) sono chiuse tutte le scuole e le università, che continuano però l’attività formativa a distanza. A differenza dei corsi per specializzandi in medicina e di tutte le attività di tirocinio per le professione sanitarie;

g) tutte le attività di ristorazione e bar, sono consentite all'interno dell'orario che va dalle 6 alle 18, seguendo sempre la regola della distanza di sicurezza di almeno un metro fra le persone; così come per le attività commerciali. Dopo le 18 i ristoranti possono comunque effettuare consegne a domicilio.

h) nei giorni festivi e nei prefestivi sono chiuse le attività commerciali quali centri commerciali e grandi magazzini, nonché i negozi presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. La chiusura non è prevista per farmacie, para-farmacie e negozi di alimentari;

i) sono sospese cerimonie civili e religiose, inclusi anche i funerali. I luoghi di culto possono restare aperti, ma devono garantire la distanza di sicurezza tra le persone;

l) resteranno chiuse palestre, centri sportivi, piscine, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, centri benessere e centri termali, con l’eccezione di quest'ultimi dell’erogazione dei servizi essenziali di assistenza medica. Se si vuole fare sport, è consentito farlo all'aperto, mantenendo sempre una distanza superiore al metro ed evitando di ritrovarsi in gruppi.

 

“Io resto a casa” è questo lo slogan lanciato dal presidente del Consiglio, ripreso dalla campagna online e social. Un invito a tutti i cittadini a rivedere le proprie abitudini, nella speranza che tutto questo possa finire quanto prima. Ricordiamo che tre sono le condizioni alle quali saranno consentite per gli spostamenti: ragioni lavoro, casi di necessità e motivi di salute, che sono da verificare e a carico della persona stessa che annuncia il vero. 

Cosa è cambiato ieri sera (11 marzo 2020)? 

 

Ho fatto un patto con la mia coscienza: al primo posto c’è e ci sarà sempre la salute degli italiani. Solo pochi giorni fa vi ho chiesto di cambiare le vostre radicate abitudini di vita, rimanendo in casa il più possibile, uscendo solo lo stretto necessario. Ero consapevole che si trattava di un primo passo, e che ragionevolmente non sarebbe stato l’ultimo. È ora di compiere un passo in più, quello più importante.

 

Con queste parole il Premier Conte comunica quali sono a tutti gli effetti le attività commerciali che dovranno sospendere temporaneamente la propria attività. Riprendiamo alcuni dei punti chiave:

  • chiusura di negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici e reparti aziendali non necessari alla produzione fino al 25 marzo;
  • chiusura dei mercati di strada;
  • chiusura confermata per musei, cinema, teatri, scuole e università;
  • garantiti i trasporti sul territorio nazionale;
  • chiusura di tutte le attività commerciali e di vendita al dettaglio, ad eccezione dei negozi di generi alimentari, di prima necessità e delle farmacie;

A questo link è possibile consultare l'elenco completo. Concludiamo questo articolo con le parole di Conte, pronunciate durante la diretta di ieri sera, mercoledì 11 marzo: 

Se saremo tutti a rispettare queste regole usciremo in fretta da questa emergenza, il Paese ha bisogno della responsabilità di ciascuno di noi. Siamo parte di una medesima comunità: ognuno si giova dei propri e degli altrui sacrifici. Siamo una comunità di individui. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci tutti poi. Tutti insieme ce la faremo.

 

#Insieme contro il Coronavirus


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