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Passiamo circa un terzo della nostra vita dormendo. Perché dormiamo? Vi siete mai posti questa domanda? 

 

 

Esistono diverse teorie che spiegano il motivo per cui gli esseri umani hanno bisogno di dormire. Dalla Teoria del recupero alla Teoria della pulizia, dalla Teoria dell'apprendimento alla Teoria della conservazione dell'energia: molti specialisti e ricercatori hanno cercato di trovare risposte alle complesse, e per certi aspetti ancora sconosciute, dinamiche del sonno

Il sonno: perchè dormiamo e fasi

Durante il sonno, considerato un processo fisiologico attivo che origina dall’interazione di numerosi centri del sistema nervoso centrale e autonomo, la nostra attività cerebrale viene coinvolta in un’alternanza regolare di fasi non-REM e REM, caratterizzate da cicli di durata simile tra loro. La prima fase di sonno REM, della durata di 15 minuti, si verifica tra i 70 e i 90 minuti dopo l’addormentamento e si ripete nel corso della notte per circa 4/5 volte. Durante la fase REM gli occhi si muovono con movimenti ritmici rapidi e i sogni sono molto più intensi. Infatti, elevata è l'attività cerebrale nonostante un generale rilassamento muscolare.

Non a caso, secondo la Teoria dell'apprendimento, il sonno REM avrebbe un ruolo determinante per la manutenzione del sistema nervoso centrale, dal momento che si assiste a un incremento della sua attività. Infatti, studi sperimentali hanno dimostrato che alcuni soggetti sottoposti a sessioni intensive di apprendimento hanno presentato un aumento significativo del Sonno REM come espressione del processo di fissazione dei dati appresi nella memoria a lungo termine.

Per la teoria della conservazione dell’energia, invece, mentre dormiamo, si assiste a una riduzione del 10% dell’attività metabolica e della temperatura del corpo. Ciò permette di preservare e immagazzinare energia, utile a svolgere la normale attività quotidiana.

Ma avviene davvero tutto questo durante la notte? Quante volte ci capita di interrompere le fasi del nostro sonno e di svegliarci nel bel mezzo della notte?

Il sonno: tra disturbi del sonno e benessere

Dormire bene per invecchiare bene è il tema della Giornata del Sonno di quest'anno, un evento annuale dedicato alla cultura e consapevolezza dell'importanza del sonno, promosso dalla World Sleep Society e, in Italia, dall'Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS).

Un sonno regolare e adeguato è un elemento necessario per il sostenimento della vita e per mantenere un sano stato di salute psicofisico. Dalla qualità, dalla profondità e dalla durata del sonno dipende il nostro benessere! I disturbi del sonno, infatti, hanno un notevole impatto sulla qualità della vita della persona. Tra questi, il più diffuso sembra essere l'insonnia, con maggiore incidenza nei soggetti di età compresa tra i 35 e 44 anni. Secondo un'indagine condotta da Guidapsicologi.itogni mese, su Google, si registrano circa 22.200 ricerche per il termine "insonnia". Ma di cosa si tratta?

L'insonnia può essere definita come la difficoltà ad addormentarsi, a dormire continuativamente per tutta la notte o a dormire abbastanza a lungo. Alla base possono esserci cattive abitudini, come coricarsi ad orari sempre diversi, usare pc e smartphone fino a poco prima di dormire, dormire troppo durante il giorno, abbandonarsi a cene pesanti o avere una scarsa attività fisica. Altre volte a entrare in gioco sono lo stress, l'invecchiamento o vere e proprie patologie. 

Secondo Francesco Fanfulla, direttore del centro del sonno dell’Istituto Maugeri di Pavia, Montescano e Milano:

 

L’insonnia è un disturbo diffuso, spesso sottovalutato e accettato come se non ci si potesse fare nulla o gestito in modo autonomo. Ma i disturbi del sonno, in particolare l’apnea del sonno, sono fattori di rischio per decadimento cognitivo, precoce comparsa di demenza senile, incidenti cerebro-vascolari , disabilità o fragilità, ipertensione arteriosa e patologie cardiache.

 

Come riconoscere i propri disturbi del sonno? Esistono diversi Centri di Medicina del Sonno che analizzano e curano le alterazioni del ritmo sonno-veglia. Per questo è importante monitorare i propri cicli di sonno-veglia e, in casi di irregolarità o difficoltà a riposare bene, rivolgersi a uno specialista. 

Buona Giornata Mondiale del Sonno a tutti!


Paola Amendola
Autore

Paola Amendola

Fan del service design thinking e delle neuroscienze, interessata a comprendere il rapporto che si instaura tra le strategie di comunicazione e i processi cognitivi e decisionali che spingono le persone a compiere azioni. Mi faccio guidare dalla curiosità e come Marquez credo che l’ispirazione non dia preavvisi. Adoro Paul Arden.

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