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L'esposizione ai raggi solari ci rende più sensibili ai disturbi della pelle, soprattuto d'estate quando passiamo più tempo del solito sotto il sole. Molte persone, infatti, manifestano quelle che vengono comunemente indicate come macchie della pelle e definite con il termine discromie cutanee. Si tratta di “macchie” di numero ed estensione variabile, più chiare (ipocromia) o più scure (ipercromia) rispetto alla normale tonalità cromatica della pelle. Queste discromie sono dovute principalmente ad una carenza o ad un eccesso localizzato di melanina, ossia quel pigmento prodotto dai melanociti (cellule dendritiche che risiedono nello strato basale dell'epidermide) che determina, in condizioni normali, il colorito della pelle.

Come si manifestano le alterazioni cromatiche della pelle?

Le discromie cutanee possono manifestarsi in diverse zone del corpo, tra cui viso, dorso delle mani, spalle, schiena e braccia. Inoltre, possono presentarsi in diverse forme e dimensioni, con margini netti o sfumati e possono essere causate da diversi fattori e situazioni come ad esempio irritazioni cutanee, infiammazioni, ustioni solari ripetute, infezioni da parte di funghi o batteri, oppure reazioni autoimmunitarie.

In base alla causa d'origine possiamo classificare queste alterazioni in:

  1. Melasma o chloasma
  2. Efelidi
  3. Lentiggini
  4. Ipercromie post infiammatorie
  5. Cheratosi

Dalle discromie cutanee alla vitiligine

Tra le discromie cutanee che rientrano nell’ambito delle malattie autoimmuni vi è la vitiligineuna patologia dermatologica a eziologia ignota dovuta alla comparsa di aree ipomelanotiche o amelanotiche di grandezza e morfologia variabili.

Nota anche col termine scientifico “Chloasma album”, la vitiligine è, infatti, un’alterazione cutanea caratterizzata da macchie bianche sulla pelle. Generalmente, si manifesta con chiazze cutanee chiare rotonde od ovali, di diametro variabile, a margini netti. Anche i peli, sulle chiazze vitiliginose, sono depigmentati. 

Tale patologia colpisce circa l'1% della popolazione mondiale e la fascia di età maggiormente coinvolta è quella che va dai 20 ai 40 anni. Sebbene non risulti una malattia infettiva, in alcune famiglie geneticamente predisposte, vi possono essere più individui affetti.

A sdoganare lo stigma sociale di questa malattia, facendo da testimonial per alcuni dei più grandi marchi di moda, è stata la modella Winnie Harlow vittima sin da piccola di bullismo e costretta a cambiare scuola per via degli insulti. Oggi, Winnie è una tra le star del fashion system più seguite. 

 

 

Nonostante la sua testimonianza, la vitiligine risulta essere una patologia ancora poco conosciuta. Ecco perché, ogni anno, il 25 Giugno si celebra la Giornata Mondiale della Vitiligine. Il tema scelto dagli organizzatori internazionali per l’edizione 2019 è “The Quality of Life of a Vitiligo Patient”. 

Come migliorare la qualità della vita di chi ne soffre? Come contrastare il pregiudizio? Gli obiettivi alla base dell'iniziativa sono, infatti, quelli di diffondere la conoscenza di queste malattia, combattere il pregiudizio sociale e raccogliere fondi per incentivare la ricerca.

 

Come riconoscere le tipologie di alterazione cutanea?

Le discromie cutanee devono essere sottoposte al controllo da parte di un medico. Rivolgersi a un dermatologo, infatti, permette di conoscere le soluzioni più adatte al tipo di discromia cutanea da cui si è affetti, soprattutto nel caso in cui alla loro origine ci siano problemi di salute legati ad eventuali infezioni.


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