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Meningite: ne sentiamo spesso parlare ultimamente, ma di cosa si tratta? Quali ceppi esistono? Come tutelarsi? 

Sono passati appena pochi giorni dal recente allarme meningite e meningococco nelle province di Bergamo e Brescia, dove sono stati aperti 14 ambulatori e vaccinate 7.000 persone in seguito alla registrazione di cinque casi di infezione (tra cui due decessi) nel Basso Sebino

Per garantire una diagnosi tempestiva di questa malattia e un'adeguata prevenzione, noi della redazione di Ihealthyou abbiamo deciso di rispondere in questo articolo ai principali dubbi degli utenti riguardo alla meningite

Ecco i temi che abbiamo affrontato: 

1. Cos'è la meningite? Cosa colpisce e cosa sono le meningi?

2. Cosa causa la meningite? Cosa sono la meningite batterica e l'asettica o virale?

3. Come si manifesta la meningite? Quali sono i sintomi della meningite in bambini, adolescenti e adulti? Qual è il suo tempo di incubazione?

4. Come diagnosticare la meningite? Come riconoscerla?

5. Quali sono le possibili complicanze della meningite?

6. Come curare la meningite?

7. Come prevenire la meningite? Vaccini e trattamenti utili.

 

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1. Cos'è la meningite? Cosa colpisce e cosa sono le meningi?


Con meningite si indica il processo infiammatorio delle meningi, le tre membrane di rivestimento del Sistema Nervoso Centrale (SNC) che proteggono encefalo e midollo spinale. Le infiammazioni, causate da infezioni virali, batteriche e fungine, possono provocare seri danni all'organismo: la meningite di tipo batterico non solo può avere conseguenze permanenti, ma può anche risultare letale. 

Ma cosa e quali sono le meningi? Approfondiamo questo discorso con alcune informazioni a riguardo. Si tratta di tre membrane, simili a foglietti sovrapposti, situate tra la materia dell'encefalo (materia encefalica) o del midollo spinale (materia midollare) e la copertura ossea che protegge le strutture più importanti del Sistema Nervoso Centrale (SNC), in questo caso rispettivamente cranio e colonna vertebrale. 

Andando dall'esterno verso l'interno, le tre meningi dunque sono: dura madre, aracnoide e pia madre. 

A) La dura madre

La dura madre consiste in una membrana molto spessa irradiata dei vasi venosi responsabili del drenaggio del sangue del SNC. Esiste una differenza tra la dura madre dell'encefalo e quella spinale: la prima è formata da due rivestimenti, di cui uno che passa sulla circonvoluzione encefalica, mentre la seconda si presenta come un tubicino, separato dalle vertebra grazie ad una zona di tessuto adiposo e vasi venosi (il cosiddetto spazio perdurale o spazio epidurale). 

B) L'aracnoide

L'aracnoide, così chiamata per il suo tessuto simile ad una ragnatela, è una membrana più interna distanziata dalla meninge più interna (pia madre) dallo spazio subaracnoideo (dove si trova parte del liquido cerebrospinale, quel liquido che si preleva con le punture lombari). 

 

C) La pia madre

La pia madre è infine la lamina più interna, direttamente a contatto con encefalo e midollo spinale e contenente le arterie del SNC. 


2. Cosa causa la meningite? Cosa sono la meningite batterica e l'asettica o virale?

Come anticipato nel paragrafo precedente, all'origine della meningite troviamo infezioni virali, batteriche e fungine, ma le forme più comuni e pericolose sono la meningite asettica o con origine virale e quella batterica. 

A) La meningite virale o asettica

In genere la tipologia più frequente e con conseguenze meno gravi. Può essere provocata da:

  • Enterovirus (un gruppo di virus responsabile di infezioni intestinali che si diffonde tramite tosse, starnuti e contatto con superfici contaminate);
  • herpes virus (una famiglia di virus molto eterogenei con la peculiarità di non abbandonare più l'ospite, riparandosi dalla reazione immunitaria in qualche sua cellula e creando la cosiddetta infezione latente). Qual è l'herpes più comunemente associato alla meningite? Si tratta del cosiddetto herpes simplex virus, che provoca herpes labiale e herpes genitale. Un'altra domanda frequente a riguardo è: è vero che il virus del morbillo, quello della rosolia e quello della parotite possono causare meningite virale? La risposta è che sì, per anni ne hanno rappresentato un'importante causa, ma che con l'avvento dei vaccini contro queste patologie le dimensioni del fenomeno si sono drasticamente ridotte.  

B) La meningite batterica

Meno comune rispetto alla variante virale, ma molto pericolosa: può arrecare danni permanenti o portare alla morte se non curata. Attualmente tra gli agenti batterici responsabili del maggior numero di infezioni, il più temuto è il meningococco (Neisseria meningitidis). 
 
Il meningococco può presentarsi in numerose varianti, di cui solo alcune pericolose. Tra queste ultime vanno menzionate i sottotipi meningococco A, meningococco B, meningococco C, meningococco W135 e meningococco Y

 

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3. Come si manifesta la meningite? Quali sono i sintomi della meningite in bambini, adolescenti e adulti? Qual è il suo tempo di incubazione?

I sintomi e le manifestazioni della meningite non variano a seconda dell'agente infettivo: in altre parole, non è possibile risalire a partire dai sintomi all'origine dell'infezione e distinguere se la patologia è batterica, virale o fungina

 

A) I sintomi della meningite nei neonati e nei bambini più piccoli

Nei neonati e negli infanti, la meningite infettiva si manifesta tramite una serie di segni che compaiono senza ordine preciso: febbre alta con mani e piedi freddi, vomito e appetito ridotto, irritabilità e pianto continuo e stridulo, sonnolenza e ridotta reattività, rigidità del collo e intolleranza alla luce (fotofobia), sguardo apatico, ingrossamento della testa con inarcamento delle fontanelle verso l'esterno, crisi epilettiche e convulsioni, pelle pallida. 

In ogni caso, per quanto riguarda i bambini più piccoli, devono rappresentare campanelli d'allarme sonnolenza e inappetenza.

 

B) I sintomi della meningite nei bambini più grandi, negli adolescenti e negli adulti

In bambini più grandi, adolescenti e adulti, invece, i primi indicatori della meningite infettiva sono mal di testa (detta anche cefalea), inappetenza e sonnolenza. Dopo circa due o tre giorni, i sintomi progrediscono e lo stato di salute del soggetto infettato va incontro ad un peggioramento. 

Compaiono dunque, senza un preciso ordine: febbre alta con piedi e mani freddi, nausea e vomito, confusione e irritabilità, forte dolore muscolare, irrigidimento del collo, pelle pallida, intolleranza alla luce, convulsioni, crisi epilettiche e letargia (uno stato di sonno patologico profondo, spesso invincibile, che porta ad un totale rilassamento dei muscoli e ad una completa scomparsa della sensibilità).
 

C) Quali sono i tempi d'incubazione della meningite infettiva

Il tempo di incubazione varia a seconda dell'agente infettivo: le meningiti batteriche esordiscono normalmente in un periodo che va dai due ai dieci giorni successivi al contagio, quelle virali dopo circa 3-6 giorni dall'infezione, mentre quelle fungine spaziano da pochi giorni a più di un mese

 

4. Come diagnosticare la meningite? Come riconoscerla?

Purtroppo i sintomi della meningite non sono immediatamente riconoscibili, ma ricordano i segni di una banale influenza: diagnosticare la meningite non risulta quindi facile e talvolta può richiedere più tempo di quanto sarebbe indicato per l'inizio di un trattamento tempestivo.

In ogni caso, una volta effettuata la diagnosi, specialmente in caso di meningite batterica, i medici devono comunicarla immediatamente alle autorità sanitarie locali per predisporre l'isolamento del paziente ed evitare la propagazione del focolaio dell'infezione. 

In genere, per riconoscere una meningite occorre sottoporre il paziente ad un esame obiettivo accurato, a degli esami del sangue, ad una puntura lombare e ad alcuni test strumentali di tipo radiologico. 

L'esame obiettivo prevede una visita del paziente per individuare i segni clinici esterni, mentre il prelievo e l'analisi di un campione di sangue sono mirati a individuare il tipo di agente infettivo che ha generato l'infiammazione.

Sempre con questo obiettivo, più specifica ancora la puntura lombare (il prelievo e l'analisi in laboratorio di un campione di liquido cerebrospinale o liquor): per prelevarlo il medico usa un ago che inserisce tra le vertebre lombari L3-L4 o L4-L5.

I test strumentali, invece, aiutano a chiarire le conseguenze della meningite fino al momento della diagnosi. Tra questi individuiamo TAC cerebrale e Rx-torace, con cui riusciamo rispettivamente a individuare danni alle strutture encefaliche e infezioni a livello polmonare (una delle infezioni della meningite batterica può infatti essere l'infezione da pneumococco, il batterio che causa la polmonite).

 

5. Quali sono le possibili complicanze della meningite?

Abbiamo menzionato le possibili complicanze pericolose della meningite, in particolare di tipo batterico. I batteri infettanti hanno infatti la capacità di stabilizzarsi nel sangue e circolare nei tessuti nervosi, causando possibili setticemie, encefaliti e mieliti.

Meningiti virali e fungine risultano invece meno pericolose di quella batterica, dato che non provocano setticemie e provocano più raramente encefaliti o mieliti. 

 

A) La setticemia da meningite

La setticemia o sepsi è una condizione infiammatoria caratterizzata dalla presenza di batteri nel circolo sanguigno. Conseguenza tipica della meningite batterica, è spesso l'evento clinico che causa la morte dei pazienti: si manifesta con la comparsa di un rash cutaneo (o eruzione cutanea o esantema cutaneo) contraddistinto da macchie rosse

 

B) Encefaliti o mieliti da meningite

Si intende con encefalite un'infiammazione degli elementi che costituiscono l'encefalo, mentre con mielite quella a carico del midollo spinale. Tra le conseguenze di encefaliti e mieliti, temporanee o permanenti, troviamo: perdita dell'udito, della vista e della memoria, mancanza di concentrazione, equilibrio e coordinazione, difficoltà di apprendimento e di verbalizzazione, disturbi comportamentali, epilessia e paralisi cerebrale (nei bambini molto piccoli).

 

6. Come curare la meningite?

La meningite virale, se l'infezione è lieve, può essere curata a domicilio, mentre la meningite batterica e quella fungina rendono sempre necessario il ricovero ospedaliero

 

A) Il trattamento della meningite batterica 

Ricoverati in terapia intensiva, i pazienti colpiti da meningite batterica necessitano di una cura a base di antibiotici per endovena. L'antibiotico più adatto viene scelto dal medico e varia a seconda dell'agente batterico che ha scatenato l'infezione. A questo si aggiunge la somministrazione di farmaci corticosteroidi (potenti antinfiammatori), analgesici (farmaci contro il dolore), liquidi per la reidratazione e ossigeno.

A seconda dell'efficacia della cura antibiotica, la permanenza in ospedale varia da una settimana a qualche mese. 

 

B) La cura della meningite virale

Il trattamento della meningite virale prevede invece riposo assoluto, assunzione di analgesici (contro la cefalea) e antiemetici (farmaci contro il vomito). La guarigione avviene in un periodo che va dai cinque ai quattordici giorni, senza che l'infezione lasci tracce. 

 

7. Come prevenire la meningite? Vaccini e trattamenti utili.

In assoluto, come strumento di prevenzione, non va trascurato il vaccino: in Italia, per i nuovi nati, ne sono disponibili diversi (il vaccino MMR contro morbillo, parotite e rosolia, il vaccino contro il meningococco di tipo C, il vaccino antinfluenzale e il vaccino contro il pneumococco). 

Il decreto legge approvato il 28/07/2017, che interessa i minori dalla nascita fino ai 16 anni, stabilisce che il vaccino contro la meningite è obbligatorio per i nati a partire dal 2001.

Le vaccinazioni contro il meningococco C e il meningococco B, pur non essendo obbligatorie, sono offerte dalle Regioni e dalle Province autonome, in base alle indicazioni del Calendario vaccinale relativo all’anno di nascita. 

Vi consigliamo dunque di non sottovalutare questa pericolosa patologia: non ignorate nessun campanello d'allarme e in caso di sintomi chiedete sempre il parere al vostro medico curante

 

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