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Menopausa precoce: cause, sintomi e strategie per affrontarla

Scritto da Federica La Russa, PhD | 28-feb-2023 7.30.00

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La menopausa precoce è una condizione caratterizzata da perdita o cessazione della funzione ovarica prima dei 40 anni di età. Diversamente, per una donna in salute, la menopausa si presenterà tra i 45 e i 55 anni di età. Benché colpisca l’1.1% delle donne in età riproduttiva, questa condizione è altamente sotto-diagnosticata con gravi conseguenze per la qualità di vita delle persone

Ecco cosa troverai in quest’articolo:

  1. Menopausa precoce: cos'è e quali sono le cause? 
    1. Menopausa precoce spontanea
    2. Menopausa precoce indotta
  2. Quali sono i sintomi della menopausa precoce?
  3. Come si diagnostica la menopausa precoce?
  4. Quali sono le conseguenze della menopausa precoce? 
    1. Fertilità
    2. Altri rischi per la salute
  5. Si può guarire dalla menopausa precoce?
    1. Trattamento ormonale
    2. Altre strategie di gestione

 

1. Menopausa precoce: cos’è e quali sono le cause?

La fertilità femminile ha una durata definita: essa comincia con la prima mestruazione e termina tra i 45 e i 55 anni con la menopausa, ossia con la cessazione della produzione di ovociti maturi e degli ormoni sessuali. Se questo evento, in modo spontaneo o indotto, accade prima dei 40 anni si parla di menopausa precoce.1 Ma quali sono le cause di questa condizione? 

1.1. Menopausa precoce spontanea

Ad oggi, non è possibile identificare una causa specifica per più del 90% dei casi di menopausa precoce spontanea. Esistono, però, condizioni che possono predisporre o contribuire alla malattia

Queste includono:

  • anomalie genetiche come la sindrome di Turner (causata dalla presenza di un solo cromosoma X in persone di sesso femminile) o la sindrome dell’X fragile;
  • cause autoimmuni: circa il 20% delle persone che soffrono di menopausa precoce manifestano caratteristiche di un’alterazione autoimmune (presenza di anticorpi contro le ovaie). Allo stesso tempo, patologie autoimmuni a carico di tiroide e surrene o il diabete di tipo 1 sono frequenti, benché con percentuali variabili, in queste pazienti; 
  • infezioni virali o batteriche: benché non ci sia una chiara spiegazione di causa-effetto, alcune malattie infettive, come tubercolosi, malaria, varicella e parotite (orecchioni), sono state associate ad uno stato di menopausa precoce reversibile. Anche un’infezione da HIV (virus che causa AIDS) non adeguatamente controllata potrebbe contribuire all’insorgenza di menopausa precoce.1-3

1.2. Menopausa precoce indotta

La menopausa precoce può essere anche indotta da trattamenti di natura medica. Questi includono: 

  • terapie anti-tumorali: chemioterapia e radioterapia della regione pelvica possono causare riduzione o cessazione della funzionalità ovarica in base a dose, durata, tipologia di trattamento ed età della paziente. Le conseguenze variano da paziente a paziente, sia per intensità che per durata, e possono essere limitate con strategie volte a preservare la fertilità. 
  • chirurgia: circostanze che prevedono o richiedono la rimozione chirurgica delle ovaie con conseguente, ed immediata, cessazione della produzione di ovociti maturi ed ormoni sessuali e, quindi, comparsa della sintomatologia. Un’operazione di rimozione dell’utero (isterectomia), al contrario non causerà menopausa precoce.1,2

 

2. Quali sono i sintomi della menopausa precoce?

Il sintomo iniziale più comune della menopausa precoce è un’irregolarità, graduale o improvvisa, del ciclo mestruale fino ad una condizione di amenorrea, ossia di cessazione delle mestruazioni. In alcuni casi, le persone affette da menopausa precoce presentano anche sintomi riconducibili ad una condizione di sub fertilità o infertilità

 

 

I sintomi più avanzati sono, invece, quelli della menopausa naturale. I bassi livelli di estrogeni (ormoni sessuali femminili) conseguenti alla cessazione della funzione ovarica, infatti, possono causare alterazioni come vampate di calore, sudori notturni, secchezza vaginale (con conseguente difficoltà alla minzione o durante i rapporti) insieme ad alterazioni dell’umore, della libido e del sonno.1,4 

 

3. Come si diagnostica la menopausa precoce?

La menopausa precoce, soprattutto negli stadi iniziali, viene spesso confusa e/o diagnosticata con ritardo con un impatto negativo sulla gestione dei sintomi e sullo stato di salute fisica e mentale delle pazienti. 

La valutazione per la diagnosi di menopausa precoce, dovrebbe prevedere:

  • la raccolta della storia clinica della paziente, inclusa quella familiare, per valutare le caratteristiche del ciclo mestruale;
  • la misurazione, in due occasioni differenti e a distanza di almeno 4-6 settimane, della quantità di specifici ormoni nel sangue come le gonadotropine (FSH e LH), ormoni essenziali per il corretto funzionamento delle ovaie, e l’estradiolo, il più importante estrogeno;
  • l’esclusione di altre cause di alterazioni mestruali sia patologiche (es. la sindrome dell’ovaio policistico) che fisiologiche, come una gravidanza.

Generalmente, la diagnosi viene confermata quando, in assenza di altre cause, l’assenza di mestruazioni perdura da almeno 12 mesi ed è associata ad alti livelli di gonadotropine e bassi livelli di estradiolo.1,5 

Benché non sempre possibile, ulteriori analisi potrebbero identificare le cause della menopausa precoce come la presenza di patologie autoimmuni o genetiche. Questo avviene tramite esami diagnostici come il dosaggio di specifici fattori nel sangue o l'esecuzione di test genetici. Allo stesso tempo, è importante valutare se la paziente abbia subito trattamenti medici che possano aver alterato la funzionalità ovarica.1

 

4. Quali sono le conseguenze della menopausa precoce? 

4.1. Fertilità

Poiché le ovaie hanno la funzione di produrre ovociti maturi, la riduzione o cessazione della loro funzionalità prima del tempo potrebbe limitare le possibilità di concepire naturalmente. Questo non significa che tutte le persone che soffrono di menopausa precoce non saranno in grado, se lo desiderano, di concepire naturalmente. Infatti, in circa il 50% delle pazienti, l’attività delle ovaie riprende, benché sporadicamente, mentre il 5-10% di loro riesce comunque a concepire e portare a termine la gravidanza. Per lo stesso motivo, se la paziente non desidera una gravidanza, è consigliato utilizzare metodi di contraccezione.1,6

Per stimare la fertilità residua con più precisione, lo/a specialista potrebbe consigliare ulteriori esami come un’ecografia transvaginale per valutare la riserva ovarica o il dosaggio dell’ormone anti-mulleriano nel sangue.1 

4.2. Altri rischi per la salute

Così come accade per la menopausa fisiologica,  anche in caso di menopausa precoce esiste un aumentato rischio per lo sviluppo di alcune patologie come osteoporosi e malattie cardiovascolari.1,6 Per questo, lo/a specialista, a seguito della diagnosi, potrebbe consigliare ulteriori accertamenti, come la valutazione della densità e della massa ossea tramite MOC.

Non di minore importanza, la comparsa dei sintomi della menopausa precoce è spesso repentina e la diagnosi può sopraggiungere in modo inaspettato. Le pazienti con menopausa precoce si trovano a convivere, in giovane età, con sintomi comunemente associati all’invecchiamento e potrebbero anche sviluppare timore per la propria capacità riproduttiva, culturalmente considerata centrale nella vita di una donna.  Questi elementi generano alti livelli di stress emotivo, ansia e depressione, aspetti che non devono essere sottovalutati nella presa in carico della paziente.7

5. Si può guarire dalla menopausa precoce?

Dato l’impatto della sintomatologia e i rischi per la salute fisica e mentale correlati alla diagnosi di menopausa precoce, l’identificazione tempestiva di una strategia di gestione della malattia è essenziale. Questo non significa che una persona può guarire dalla menopausa precoce, ma che i sintomi, e le conseguenze per la salute, possono essere contenuti.

5.1 Trattamenti farmacologici

Per coloro che ricevono una diagnosi di menopausa precoce la terapia ormonale sostitutiva è la prima linea di trattamento a meno che non ci siano motivazioni cliniche per non assumerla. La terapia ormonale è utile per dare sollievo dai sintomi, ma anche per la riduzione del rischio di sviluppare osteoporosi o malattie cardiovascolari.

Di solito, il trattamento farmacologico viene assunto fino al raggiungimento della menopausa naturale ed esistono diverse formulazioni per la terapia sostitutiva incluse quelle orali (pillola), transdermiche (patch o gel) e vaginali. Lo/a specialista valuterà la possibilità di intraprendere una terapia a base di solo estrogeno o di aggiungere anche un altro ormone sessuale chiamato progesterone. Un mix di estrogeni e progesterone è quello che è comunemente presente nei trattamenti di contraccezione: questa scelte potrebbe, pertanto, essere psicologicamente più facile da accettare dalle giovani donne oltre che limitare i potenziali rischi di un uso continuativo di estrogeno (es iperplasia dell’endometrio che può causare tumore dell’endometrio).1,5,6 

5.2 Altre strategie a supporto di chi soffre di la menopausa precoce

Quella della menopausa precoce è una diagnosi complessa da navigare. Per questo motivo, sarebbe consigliato un approccio multidisciplinare a supporto delle pazienti per identificare le specifiche necessità di natura fisica, emotiva e psicologica.1

Aggiustamenti che riguardano lo stile di vita possono contribuire, insieme alla terapia farmacologica, ad alleviare i sintomi più invalidanti della menopausa precoce. Tra questi, alcuni esempi includono:

  • l’assunzione di rimedi naturali fitoterapici per alleviare alterazioni dell’umore e stanchezza;
  • vitamina D e calcio per prevenire l’osteoporosi
  • eliminare alcol e fumo;
  • svolgere regolare attività fisica e supportare il corpo con una dieta equilibrata e ricca di grassi buoni (come gli omega 3), frutta, verdura e cereali integrali.

Infine, per coloro che, a causa della menopausa precoce, soffrono di infertilità, e desiderano concepire, potrebbe essere necessario intraprendere un percorso di fertilità assistita.1.5,9 

Bibliografia

  1. Torrealday S, Pal L. Premature Menopause. Endocrinol Metab Clin North Am. 2015 Sep;44(3):543-57. doi: 10.1016/j.ecl.2015.05.004. Epub 2015 Jun 22. PMID: 26316242.
  2. Kodaman PH. Early menopause: primary ovarian insufficiency and surgical menopause. Semin Reprod Med 2010;8(5):360–9
  3. Silva CA, Yamakami LY, Aikawa NE, Araujo DB, Carvalho JF, Bonfá E. Autoimmune primary ovarian insufficiency. Autoimmun Rev. 2014 Apr-May;13(4-5):427-30. doi: 10.1016/j.autrev.2014.01.003. Epub 2014 Jan 10. PMID: 24418305.
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  5. Nelson LM. Clinical practice. Primary ovarian insufficiency. N Engl J Med. 2009 Feb 5;360(6):606-14. doi: 10.1056/NEJMcp0808697. PMID: 19196677; PMCID: PMC2762081.
  6. Panay N, Kalu E. Management of premature ovarian failure. Best Pract Res Clin Obstet Gynaecol. 2009 Feb;23(1):129-40. doi: 10.1016/j.bpobgyn.2008.10.008. Epub 2008 Dec 16. PMID: 19091633.
  7. Rebar RW. Premature ovarian failure. Obstet Gynecol. 2009 Jun;113(6):1355-1363. doi: 10.1097/AOG.0b013e3181a66843. PMID: 19461434.
  8. van der Stege JG, Groen H, van Zadelhoff SJ, Lambalk CB, Braat DD, van Kasteren YM, van Santbrink EJ, Apperloo MJ, Weijmar Schultz WC, Hoek A. Decreased androgen concentrations and diminished general and sexual well-being in women with premature ovarian failure. Menopause. 2008 Jan-Feb;15(1):23-31. doi: 10.1097/gme.0b013e3180f6108c. PMID: 18257141.
  9. Barnard ND, Kahleova H, Holtz DN, Znayenko-Miller T, Sutton M, Holubkov R, Zhao X, Galandi S, Setchell KDR. A dietary intervention for vasomotor symptoms of menopause: a randomized, controlled trial. Menopause. 2023 Jan 1;30(1):80-87. doi: 10.1097/GME.0000000000002080. Epub 2022 Oct 16. PMID: 36253903; PMCID: PMC9812421.