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Si parla sempre più di nuove forme di riabilitazione attraverso smart devices e ambienti interattiviCome si inserisce all'interno di questa rivoluzione digitale l'Istituto Giannina Gaslini di Genova? Ce ne parla il Dott. Paolo Moretti, Direttore U.O.C. Medicina fisica e Riabilitazione - Dipartimento Testa-Collo e Neuroscienze presso l'Ospedale Pediatrico.

 


Da ormai tre anni l'Istituto Giannina Gaslini ha attivato un laboratorio congiunto di "riabilitazione aumentata" ARIEL (Augmented Rehabilitation Interactive Environment/Ecological Lab) con il DIBRIS e in particolare con il Centro di ricerca  Infomus - Casa Paganini diretto dal prof. Antonio Camurri. All'interno di questo laboratorio abbiamo realizzato una piattaforma per lo sviluppo e la gestione di sistemi multimediali e multimodali interattivi dedicati alla riabilitazione. In pratica, l'obiettivo è quello di disporre di ambienti di esercizio interattivi e tridimensionali in realtà "aumentata" in grado di supportare e potenziare con feed-back in tempo reale gli interventi dei terapisti e, oltre a questo, raccogliere dati oggettivi dai soggetti che agiscono nello spazio interattivo così da avere percezione continua dei processi e la possibilità di focalizzarsi sempre di più per migliorare la qualità dei trattamenti. Questi ambienti diventano vere "palestre" in grado di aumentare le capacità di osservazione e intervento del terapista e allo stesso tempo sostenere la motivazione del bambino con proposte sempre "nuove" accattivanti e del giusto grado di difficoltà, facilitandone così l'apprendimento.

 

Quali le modalità di riabilitazione in ospedale e a domicilio?

 


Ambienti "aumentati" ed arricchiti in grado di personalizzare l'intervento possono e potranno essere, in scala ridotta e a seconda delle possibilità ed esigenze, trasferiti "al domicilio" e gestiti a distanza (tele-riabilitazione) con il supporto dei familiari. Insomma, le nuove tecnologie e "reti mobili" consentono e consentirannpo sempre di più di gestire con efficacia e sicurezza interventi a distanza che permettono di avvicinare gli interventi all'ambiente naturale di vita del bambino. In ospedale, d'altra parte,  i grossi "robots" che, finalmente, iniziano ad essere ben adattabili all'età pediatrica  consentiranno di garantire l'intensità di trattamento fondamentale, soprattutto, nelle fasi critiche di post-acuzie.

 

E se volessimo parlare di futuro...quali sono le evoluzioni e i prossimi sviluppi?


La vera sfida è quella di sviluppare tecnologie intelligenti e poco "invasive" in grado di assumere e modulare contemporaneamente e, nella giusta mi
sura, la funzione abilitativa di "esercizio" per il recupero della funzione danneggiata e la funzione compensativa di sostituzione parziale o totale della funzione quando il recupero è ancora parziale o non è possibile. Questo consentirà di portare l'intervento ri-abilitativo nell'ambiente naturale e nella vita di tutti ii giorni dei piccoli pazienti coniugando così personalizzazione, precocità e "giusta" intensità degli interventi.

 

 

Intervista al Dr. Paolo Moretti

Unità Operativa Complessa di Medicina fisica e Riabilitazione -  IRCSS Istituto Giannina Gaslini di Genova


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