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6' di lettura

Inaugurata nel 1994 dall’OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’ADI - Alzheimer’s Disease International, il 21 settembre in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale dell’Alzheimer.

La Giornata Mondiale dell'Alzheimer è una giornata internazionale che ha l'obiettivo di sensibilizzare ed evidenziare i problemi affrontati dalle persone affette da demenza. A livello globale, la demenza è una delle maggiori sfide che dobbiamo affrontare, poiché sono quasi 50 milioni le persone che convivono con questa patologia. Per affrontare questa sfida globale i centri di ricerca e diverse Associazioni lavorano insieme, collaborano e condividono le migliori pratiche al fine di diminuire questa malattia e aiutare chi ne soffre. 

Ogni anno sempre più persone soffrono di questa patologia, ma non solo l'Alzheimer è ancora oggi una malattia che soffre di disapprovazione sociale e disinformazione. Da delle indagini, si ricava che di media 2 persone su 3 hanno poca o nessuna comprensione della malattia di Alzheimer e della demenza associata nei loro Paesi.

Per questo motivo noi di Ihealthyou ci impegniamo a sensibilizzare e comunicare questa patologia al fine di prevenire la salute di tutti.

In questo articolo parleremo di:

 

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Che cos'è l'Alzheimer?

Come abbiamo detto, ogni anno il 21 settembre ricorre la Giornata Mondiale dell'Alzheimer. Ma che cos'è?

L'Alzheimer è la tipologia più comune di demenza che colpisce la memoria, l'osservazione, il pensiero di giudizio e gli atteggiamenti e comportamenti di una persona. Man mano che la patologia si aggrava, essa va a interferire con diverse capacità cognitive, che si intromettono nelle attività quotidiane della persona. Alla fine, parlare, camminare e deglutire ad esempio diventano azioni difficili per una persone che ne è affetta. Essa è una malattia progressiva e degenerativa del cervello causata da complessi cambiamenti cerebrali a seguito di un danno cellulare e rappresenta il 60-80% dei casi di demenza.

Demenza vs Alzheimer: qual è la differenza?

Fin ora abbiamo utilizzato due termini - Alzheimer e demenza - ma sai qual è la loro differenza? L’Istituto Superiore di Sanità definisce la demenza come:

una patologia cronico-degenerativa del sistema nervoso centrale, la cui principale manifestazione è un deficit delle funzioni cognitive che si aggrava progressivamente con l’avanzare del tempo e l’aumentare dell’età del soggetto che ne soffre.

 

In poche parole la demenza è una parola generica per indicare il declino delle capacità mentali, a differenza dell’Alzheimer che è una malattia specifica vera e propria. Ma perché si manifesta?

I cambiamenti microscopici nel cervello si manifestano ancora prima dei primi segni di perdita di memoria. Il nostro cervello ha 100 miliardi di cellule nervose, chiamate neuroni che, per svolgere il proprio lavoro, funzionano come se fossero delle piccole fabbriche: elaborano e immagazzinano informazioni ed energia.

I ricercatori credono che la malattia di Alzheimer impedisca e limiti i neuroni nel loro funzionamento.  Non è ancora chiamo però come inizi o quale sia il fattore scatenante. Ma come per qualsiasi processo di cooperazione, un piccolo guasto o un piccolo mal funzionamento può causare problemi ad altri scompartimenti e man mano che la malattia si aggrava, le cellule nervose perdono la propria capacità lavorativa, causando dei danni al nostro cervello.

 

Alzheimer

Alcuni dati in merito all'Alzheimer

Il morbo di Alzheimer e altre demenze sono tra le principali cause di morte a livello globale. Si prevede che il numero di persone che convivono con questa malattia sarà più che triplicato con il passare degli anni, passando dagli oltre 50 milioni attuali a 152 milioni entro il 2050.

In merito il World Alzheimer Report 2019 ci riporta gli ultimi dati che ruotano attorno a questa malattia. Ecco alcuni risultati principali:

  • Quasi l' 80% delle persone è preoccupato di sviluppare qualche livello di demenza;
  • Il 35% di caregiver e famigliari ha affermato di aver nascosto la diagnosi di demenza al paziente, al fine di rendere meno pesante la malattia al proprio caro;
  • Più del 50% delle persone, che assistono pazienti di Alzheimer o con qualche altra tipologia di demenza, affermano che la propria salute ha sofferto a causa dell'assistenza al proprio malato;
  • Il 62% degli operatori sanitari pensa che la demenza faccia parte del normale invecchiamento della persona.

Una delle principali cause di preoccupazione del rapporto e delle Associazioni che hanno a che fare con questa malattia risale proprio all'ultimo dato riportato, ossia al numero di persone in tutto il mondo che pensano che la demenza sia una parte naturale del processo di invecchiamento.

  • Il 49% degli intervistati crede che una persona con la memoria di demenza non migliorerà mai, anche con il supporto medico, mentre 1 persona su 4 pensa che non ci sia nulla che possiamo fare per prevenire la demenza.

In generale, questa ricerca e molti altri studi rivelano che lo stigma sulla demenza e sull'Alzheimer ostacola le persone nell'informarsi, chiedere supporto, consigli e soprattutto assistenza medica, elementi che potrebbero migliorare notevolmente la durata e la qualità della propria vita. Questi sono i principali ostacoli che impediscono alle persone di accedere ad aiuto, consulenza e supporto.

 

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Fattori di rischio e sintomi dell'Alzheimer

Come appena accennato non è ancora chiaro quali siano le cause scatenanti per cui si manifesta l'Alzheimer nelle persone. Ad oggi i fattori di rischio principali sono:

  1. L'età. Tale patologia infatti colpisce principalmente le persone già attorno ai 50-60 anni;
  2. La genetica. Secondo gli ultimi studi è il gene APOE-e4 quello più comune e associato all'Alzheimer;
  3. Casi in famiglia;
  4. Malattie cardiovascolari;
  5. Lesioni traumatiche alla testa. 

Quali sono invece i sintomi? Il sintomo primario e più comune dell'Alzheimer è la difficoltà a ricordare le informazioni appena apprese, proprio perché tale patologia colpisce tipicamente la parte del cervello collegata all'apprendimento. Man mano che la malattia avanza, essa si porta con sé sintomi sempre più gravi, tra cui:

  • disorientamento e confusione su eventi, tempo e luogo;
  • cambiamenti di umore e di comportamento;
  • sospetti e pensieri non reali e infondati su familiari, amici e persone attorno a loro;
  • perdita di memoria più grave; 
  • difficoltà a parlare, deglutire e camminare.

Alzheimer e i sintomi

Diagnosi, trattamenti e ricerca a supporto dell'Alzheimer

L'Alzheimer non ha momentaneamente una cura attuale, come non esiste un semplice test in merito, ma sono disponibili trattamenti e valutazioni complete per accertarsi della patologia. Ricevere una diagnosi certa ed essere a conoscenza di questa patologia già nelle sue fasi principali di manifestazione è importante al fine di migliorare la propria qualità e durata di vita e l'opportunità di ricevere tutto il sostegno medico necessario. La diagnosi per verificare questa patologia può includere:

  • Esami del sangue ed esame neurologico;
  • Test cognitivi;
  • Braing imaging;
  • Studio genetico della famiglia del soggetto.

Non essendo ancora note le cause alla base di questa patologia, i medici e i ricercatori cercano di condividere le principali regole di prevenzione, quali: 

  • Fare regolare attività fisica;
  • Seguire un’alimentazione sana,
  • Allenare la mente;
  • Non fumare;
  • Prendersi cura della propria salute cardiovascolare;
  • Avere cura dei propri rapporti sociali.

Generalmente, il corso del tempo di evoluzione dell'Alzheimer è più o meno lento e chi ne viene colpito vive circa fino a 8-10 anni dal momento della diagnosi. Per questo motivo, oggi è in corso una grande ricerca mondiale al fine di scoprire e trovare il modo di curare l'Alzheimer, soprattutto per ritardarne la sua manifestazione e prevenire il suo sviluppo. È importante supportare tale ricerca, soprattutto in vista dell'invecchiamento della popolazione mondiale, oltre ad essere una delle principali cause di morte.

Ad oggi, gli studiosi hanno individuato soltanto alcuni farmaci utili a migliorare i sintomi e rallentare il processo di peggioramento. Ma la messa a punto di questi farmaci è in continua evoluzione. Quali sono fin ora quelli riscontrati funzionali? Gli inibitori della acetilcolinesterasi e la memantina. Per quanto riguarda la terapia invece si utilizzano terapie di riabilitazione con lo scopo di allungare il benessere del paziente, quali:

  • Terapia occupazionale in modo da mantenere alte le capacità del paziente di adattarsi all'ambiente;
  • Stimolazione cognitiva per potenziare le funzioni mentali;
  • Rot o Reality Orientation Therapy per far restare il paziente a contatto con la realtà che  lo circonda;
  • musicoterapia in modo da stimolare emozioni, sensazioni e ricordi del paziente; 
  • psicomotricità al fine di mantenere attiva la propria attività fisica e motoria; 
  • Pet Therapy per migliorare le relazioni personali grazie all'utilizzo degli animali. 

 

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Il Centro di ricerca sul morbo di Alzheimer e la Demenza ogni giorno, da anni, collabora con scienziati, ricercatori, medici e Associazioni per accrescere la visibilità e la sensibilizzazione dell'Alzheimer e di altre tipologie di demenze. La giornata mondiale è stata istituita proprio per questo: comunicare gli sforzi, aiutare la ricerca e sensibilizzare l'opinione pubblica.

Abbattendo 

 


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