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Emorroidi esterne: cosa sono e come curarle?

Scritto da Dott.ssa Paola Perria | 5-mar-2023 7.00.00

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Le emorroidi sono cuscinetti di tessuto ricche di vene che circondano l’orifizio anale come un anello carnoso e morbido. Quando le vene infiammate fuoriescono dall’ano si parla di malattia emorroidaria ed, in particolare, di emorroidi esterne

Ecco cosa troverai in questo articolo interamente dedicato alle emorroidi esterne:

  1. Cosa sono le emorroidi esterne?
  2. Quali sono i sintomi delle emorroidi esterne?
  3. Perché si sviluppano le emorroidi esterne?
  4. Quanto durano le emorroidi esterne?
  5. Come trattare le emorroidi esterne?
    1. Farmaci e rimedi topici
    2. Chirurgia
    3. Prevenzione
  6. Quali sono le complicanze delle emorroidi esterne?

 

 

1. Cosa sono le emorroidi esterne?

Tutta la parte terminale del colon-retto è rivestita da cuscinetti carnosi disposti ad anello e riccamente vascolarizzati chiamati emorroidi. Il loro compito è quello di facilitare l’eliminazione delle feci e proteggere la mucosa del colon. Pertanto, tutti abbiamo le emorroidi, ma ci accorgiamo di loro solo quando si infiammano, dolgono e sanguinano ossia quando si sviluppa una malattia emorroidaria

Le emorroidi possono essere interne o esterne al canale rettale, a seconda che le varici si formino sopra e internamente all’orifizio anale, o lungo la porzione esterna di questo. Più in dettaglio, per emorroidi esterne si intende la  tumefazione e il sanguinamento dei vasi che circondano esternamente l’orifizio anale. Inoltre, le emorroidi esterne si possono “sentire” al tatto come delle vescicole soffici soprattutto se associate a prolasso rettale.1,2,3

 

2. Quali sono i sintomi associati alle emorroidi esterne?

Le  emorroidi esterne sono un disturbo comune che può colpire per cause diverse persone di ogni età, anche molto giovani e che spesso si associa a stitichezza e disordini intestinali. I sintomi che accompagnano le emorroidi esterne includono:

  • prurito anale;
  • dolore/fastidio che dall’ano si estende al resto del colon e che aumenta stando seduti;
  • dolore e/o sanguinamento quando si evacua;
  • sanguinamento rettale con o senza dolore (di solito, il sangue appare di color rosso vivo);
  • prolasso di tessuto rettale dopo sforzi o dopo aver defecato;
  • perdite fecali e/o di muco.1,3

 

3. Perché si sviluppano le emorroidi esterne?

Non sempre c’è una causa precisa dietro l’insorgenza delle emorroidi esterne. L’eziologia della malattia emorroidaria è, infatti, in parte sconosciuta. Tra le cause più comuni delle emorroidi esterne, però, sono indicate:

  • aumento della pressione esercitata sullo sfintere anale come accade alle donne nella fase finale della gravidanza o alle persone obese;
  • sforzi causati da evacuazioni difficoltose e/o dolorose associati a stipsi ostinata;
  • pressione causata da sforzi improvvisi o ripetuti (es. sollevare pesi per sport o lavoro).

Altre condizioni e fattori di rischio che predispongono alla malattia emorroidaria e, quindi, anche alle emorroidi esterne sono:

  • malattie infiammatorie dell’intestino tra cui il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa;
  • ereditarietà alla malattia emorroidaria;
  • età avanzata (è più comune soffrire di emorroidi dopo i 65 anni);
  • problemi circolatori tra cui insufficienza venosa e disturbi della coagulazione;
  • tumore del colon-retto;
  • dieta povera di fibre;
  • frequenti rapporti anali;
  • sedentarietà.1,3,4,5

 

 

4. Quanto durano le emorroidi esterne?

Nella maggior parte dei casi le emorroidi esterne sono un disturbo benigno, che si risolve da solo nel giro di poco tempo. Tuttavia, se le cause scatenanti non vengono identificate e rimosse, e se le emorroidi sono sintomo di un problema più importante a monte - ad esempio una malattia intestinale o un disturbo circolatorio - tendono a recidivare o cronicizzarsi. Per questo è importante non sottovalutare i sintomi e cercare di risolvere le cause e i fattori di rischio che sono all’origine delle emorroidi esterne anche modificando, se necessario, il proprio stile di vita.3,4,5

 

5. Come trattare le emorroidi esterne?

Il trattamento delle emorroidi esterne dipende dalla loro gravità. Infatti, la malattia emorroidaria si classifica in quattro stadi a seconda della presenza e persistenza di prolasso rettale o di dilatazione delle varici. Nella maggior parte dei casi, le emorroidi esterne non necessitano di trattamenti drastici e invasivi per risolversi.

Vediamo in dettaglio le opzioni terapeutiche disponibili.

5.1 Farmaci e rimedi topici

Per l’auto-trattamento di emorroidi esterne non gravi sono disponibili prodotti da banco come le creme a base di lidocaina, un anestetico da applicare localmente. Molto efficaci anche le pomate o le supposte a base di cortisonici con effetto antinfiammatorio e analgesico - idrocortisone, fluocortolone, fluocinolone - da usare per brevi periodi (massimo una settimana).3 Per un effetto astringente e rinfrescante sono utili anche creme e gel a base di aloe vera, malva, hamamelis, rusco, centella. 

Anche l’igiene è importante. Di particolare beneficio, ad esempio, è effettuare frequenti lavaggi della zona perianale con acqua calda e tamponare poi l’area infiammata delicatamente finché non risulti completamente asciutta. Attenzione, però, al fai da te. Per emorroidi lievi si può tranquillamente optare per un trattamento topico, magari dietro consiglio del farmacista. Per emorroidi esterne molto dolorose e recidivanti è, invece, opportuno rivolgersi ad un proctologo per ricevere una diagnosi precisa e il tipo di cura più indicato a seconda del caso. 

 

 

5.2 Chirurgia 

Per risolvere emorroidi esterne ricorrenti il proctologo potrebbe optare per la soluzione chirurgica mininvasiva. Le tecniche chirurgiche ambulatoriali sono:

  • legatura elastica, che consiste nello stringere con un anello elastico la base dell’emorroide per bloccare l’afflusso di sangue. L’anello viene, poi, espulso spontaneamente dopo 1-2 settimane;
  • elettrocoagulazione, che usa impulsi elettrici per interrompere l’afflusso di sangue alle emorroidi;
  • fotocoagulazione a infrarossi, che prevede l’inserimento nel retto di un sondino che invia calore;
  • scleroterapia, attraverso cui si inietta un prodotto chimico nella vena dilatata al fine di distruggerne i tessuti.

L’intervento chirurgico più invasivo per risolvere grandi emorroidi esterne è, invece, l’emorroidectomia.2

5.3 Prevenzione

Tante sono le misure preventive consigliate a chi soffre di emorroidi esterne in modo ricorrente. Ad esempio, è utile seguire una dieta ricca di acqua e di fibre, per combattere la tendenza alla stitichezza, che è una delle principali cause di malattia emorroidaria, e rendere le feci più morbide e facili da espellere. Per stimolare naturalmente la peristalsi intestinale sono benefici anche i probiotici e i fermenti lattici anche se è sempre bene non esagerare o non utilizzarli per tempi eccessivamente lunghi. Se necessario, si possono assumere anche blandi lassativi. Dimagrire e fare più moto è indicato a chi abbia un eccesso di peso e soffra di intestino pigro ed emorroidi esterne per troppa sedentarietà. In caso di tendenza all’insufficienza venosa è, invece, indicato assumere ciclicamente integratori con effetto di rinforzo della parete venosa (flebotonico) naturale. 1,2,3,4,5

 

6. Quali sono le complicanze delle emorroidi esterne?

Emorroidi esterne non curate possono degenerare e creare complicazioni non pericolose per la salute generale, ma in grado di compromettere seriamente la qualità di vita. 1,2,3 Tra queste, le più comuni sono:

  • anemia, dovuta a sanguinamenti continui e di tipo emorragico;
  • trombosi emorroidaria, caratterizzata dalla formazione di coaguli di sangue all’interno della vena dilatata. Non è grave come altre trombosi, ma assai dolorosa e invalidante;
  • infezioni dell’area anale.

Meglio, quindi, prevenire questi sgradevoli disturbi affidandosi ai consigli e alle cure di un proctologo senza trascurare i sintomi e senza accedere nel fai da te. 

 

Bibliografia

  1. Mayo Clinic, Hemorrhoids
  2. Cleveland Clinic, Hemorrhoids
  3. Ronald Bleday MD, Patient Education: Hemorrhoids (Beyond the Basics) 
  4. Sandler, Peery Rethinking what We Know about Hemorrhoids, Clinical Gastroenterology and Hepatology, Narrative Reviews, volume 17, Issue 1, P 8-15 
  5. De Marco, Tiso: Lifestyle and Risk Factors in Hemorroidal Disease, Front. Surg., 18 August 2021 Sec. Visceral Surgery, Volume 8 - 2022