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Melanoma: dalla diagnosi alla cura, parola all'esperto

Scritto da Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori | 19-giu-2019 9.17.54

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Il melanoma è un tumore della pelle che colpisce i melanociti, le cellule che producono la melanina. È uno dei tumori più aggressivi, ma se diagnosticato precocemente è altamente curabile. In questo testo, scoprirai tutto quello che c'è da sapere sul melanoma: dai fattori di rischio alla diagnosi, dalla terapia alla prevenzione e anche l'opinione di un esperto del campo, il Dott. Mario Santinami, Responsabile dell’Unità Complessa di Melanoma e Sarcoma della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di  Milano.

Ecco cosa troverai nell'articolo.

Indice

  1. Melanoma: un tumore frequente
  2. I fattori di rischio per l'insorgenza del melanoma
  3. Il melanoma, tra prevenzione primaria e secondaria
  4. Stadiazione: come classificare il melanoma
  5. La terapia: il melanoma si può curare?
  6. La parola all'esperto

 

1. Melanoma: un tumore frequente

Il melanoma è un tumore che origina dai melanociti, cellule che sono normalmente presenti nello strato basale dell’epidermide, nei bulbi piliferi, nel derma e più raramente nelle mucose, nell’occhio e nelle meningi. Esiste poi una forma di melanoma che colpisce le unghie.

Si tratta di uno dei principali tumori che insorge in giovane età; in termini di incidenza, nella popolazione italiana costituisce il secondo tumore più frequente negli uomini sotto i 50 anni e il terzo più frequente nelle donne sotto i 50 anni

Nell’Unione Europea, invece, l’incidenza di melanoma è di 9 casi/100.000 per anno e tende ad aumentare con la latitudine, con maggiore prevalenza nelle popolazioni con scarsa pigmentazione (12-17 casi/100.000 per anno) rispetto a quelle dei paesi mediterranei (3-5 casi/100.000 per anno).

2. I fattori di rischio per l'insorgenza del melanoma

I principali fattori di rischio per il melanoma includono:

  • fattori di rischi endogeni:
    • numero di nevi comuni > 50
    • presenza di nevi atipici;
    • le caratteristiche fenotipiche come fototipo I o II secondo Fitzpatrick;
    • la storia familiare o personale di melanoma e/o carcinomi e lesioni precancerose;
  • fattori di rischio esogeni: l'esposizione al sole è considerata uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma, insieme a predisposizioni genetiche. I dati scientifici hanno evidenziato una correlazione tra il tipo di esposizione ai raggi solari, l'età e il rischio di contrarre questa forma di tumore della pelle. Inoltre, sia l'esposizione intermittente che quella prolungata sembrano avere un impatto significativo, mentre l'esposizione durante l'infanzia e l'adolescenza comporta un rischio maggiore rispetto a quella in età adulta.

Lo sapevi che esiste anche il melanoma oculare? Ne parliamo con il nostro esperto, il dott. Mosci, nell'approfondimento "Melanoma oculare: cause, diagnosi e trattamenti". 

3. Il melanoma: tra prevenzione primaria e prevenzione secondaria

La prevenzione primaria per il melanoma si basa sulla corretta esposizione alla luce solare. L’uso delle creme solari protettive ad elevato potere schermante e, comunque, adatte al proprio fototipo può ridurre il rischio di melanoma prevenendo i danni acuti e cronici.

La prevenzione secondaria si basa, invece, sulla diagnosi precoce delle lesioni melanocitarie atipiche. L’identificazione precoce del melanoma è facilitata dal fatto che, trattandosi di una malattia cutanea, è frequentemente esposta alla vista del paziente stesso e delle altre persone.

Una capillare campagna d’informazione attraverso i mezzi di massa e l’educazione sanitaria scolastica potrebbero consentire nel tempo, se non una autodiagnosi, quanto meno un più preciso riconoscimento delle lesioni pigmentate sospette da sottoporre ad esame medico specialistico. Per scoprire come tenere traccia della salute dei nei leggi il nostro articolo "In quanto si sviluppa un melanoma".

Attualmente la maggior parte dei melanomi viene diagnosticata in una fase clinica molto precoce con elevate probabilità di guarigione; questo risultato è stato ottenuto grazie ad una buona sensibilizzazione della comunità medica e della popolazione. Al miglioramento diagnostico molto ha contribuito l’introduzione nella pratica clinica della dermatoscopia

4. La stadiazione: come classificare il melanoma

La stadiazione del melanoma dovrebbe essere valutata impiegando la classificazione TNM come descritta dall’ultima revisione dell’American Joint Committee on Cancer, 8° edizione. Questa classificazione prevede di identificare le caratteristiche complessive della malattia:

  • Tumore primitivo (T);
  • Stato Linfonodale (N);
  • Presenza o meno di metastasi a distanza (M). 

Le caratteristiche più importanti da un punto di vista prognostico nel tumore primitivo sono lo spessore della neoplasia  (in mm secondo Breslow) e la presenza o meno di ulcerazione. Se vuoi approfondire, puoi leggere il nostro articolo sul melanoma metastatico

5. La terapia: il melanoma si può curare?

Il trattamento del melanoma nelle prime fasi della malattia è prettamente chirurgico e ha lo scopo di rimuovere radicalmente il tumore ed eseguire la valutazione dello stato linfonodale mediante la metodica della biopsia del linfonodo sentinella.

I trattamenti successivi non possono prescindere da un approccio multidisciplinare di tutte le competenze in campo: chirurgo oncologo, oncologo medico, anatomo patologo, oncologo sperimentale.

La disponibilità di innovative molecole per la terapia medica, terapie target ed immunoterapie ha consentito un cambiamento radicale nel trattamento di questa patologia, favorendo un controllo anche degli stadi avanzati, impensabile fino a pochi anni fa. Le stesse molecole si stanno attualmente sperimentando anche in chiave adiuvante per prevenire ricadute nei pazienti ad elevato rischio.

6. La parola all'esperto

“Il Melanoma è una malattia aggressiva che necessita di una trattamento ultraspecialistico e integrato".

Commenta il Dott. Mario Santinami, Responsabile dell’Unità Complessa di Melanoma e Sarcoma della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di  Milano. Negli ultimi anni, il Dr. Santinami ha partecipato in qualità di Investigator a numerosi protocolli di ricerca Nazionali e Internazionali sulla Patologia.

A tal proposito, il Dott. Santinami spiega che

“la scelta di una terapia efficace, un approccio multidisciplinare, una chirurgia adeguata e la centralizzazione dei pazienti in centri oncologici di riferimento sono i punti cardine per garantire un miglior livello di cura”.

I dati della letteratura scientifica parlano chiaro. Numerosi sono gli studi che dimostrano che un approccio chirurgico adeguato in combinazione con trattamenti medici integrati, garantisce una sopravvivenza nettamente superiore rispetto al passato. Inoltre, numerosi trials sperimentali sono attivi presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di  Milano, potendo garantire  per i pazienti opzioni terapeutiche innovative.