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Insonnia e apnee notturne: un legame insidioso. Spesso chi fa i conti con le apnee notturne soffre anche di insonnia, e viceversa. Questi due disturbi del sonno, pur essendo distinti, spesso coesistono, aggravandosi a vicenda. Il risultato? Notti insonni e un senso di stanchezza cronica. Nell’articolo tutto ciò che serve sapere sul legame che unisce insonnia e apnee notturne e su quali cure sono oggi disponibili.
Esiste una stretta connessione tra insonnia e apnee notturne (OSAS), tanto che le due patologie sono state accorpate in un’unica definizione: COMISA (Comorbid Insomnia and Sleep Apnea). Sebbene, infatti, insonnia e apnea del sonno siano condizioni mediche diverse, con sintomi e cause specifiche, la loro compresenza, che in terminologia medica si dice comorbidità, è stimata tra il 18% e il 42% sul totale dei casi.
Le apnee notturne rientrano tra i disturbi del sonno di natura respiratoria più diffusi, tanto da interessare il 10-20% delle persone over 50-60. Gli episodi di interruzione del respiro che si verificano durante la notte rendono il sonno frammentato e di cattiva qualità. L’insonnia cronica a sua volta è un disturbo distinto che può avere moltissime cause. Uno dei principali fattori di rischio è proprio soffrire di OSAS, tanto che il 29%-67% delle persone con questo disturbo presenta anche i sintomi dell’insonnia. D’altro canto, soffrire di insonnia cronica predispone alle apnee notturne, perché la mancanza di sonno indebolisce le vie respiratorie e riduce l’ossigenazione.
Nonostante il legame bidirezionale tra le due condizioni sia noto, ciò non rende più semplice la diagnosi, e tanto meno la pianificazione di una terapia adeguata al singolo caso. Le OSAS peggiorano il quadro clinico dell’insonnia, causando complicanze cardiovascolari, cognitive e psichiatriche.1,2
Sia l’insonnia che le apnee del sonno hanno come sintomi comuni frequenti risvegli notturni e sonnolenza diurna causata dalla stanchezza. In entrambi i casi, il poco sonno è leggero e non di buona qualità. Altri sintomi comuni sia all’insonnia che alle apnee notturne possono essere:
Se sei incinta e soffri di insonnia puoi provare con i rimedi naturali, come ti consigliamo nell’articolo “Insonnia in gravidanza: dormire meglio è possibile.”
Chi soffre di OSAS si sveglia perché il cervello avvisa che c’è un deficit di ossigeno causato dalla respirazione intermittente. Spesso ad accorgersi che c’è qualcosa che non va è il/la partner, perché difficilmente chi soffre di apnee notturne si rende conto di smettere di respirare mentre dorme.
Sintomi che possono far sospettare un’apnea notturna possono pertanto essere:
L’apnea notturna è una seria patologia respiratoria che insorge durante il sonno e che può sovrapporsi ad una preesistente tendenza all’insonnia. Quando si verifica una saldatura tra i due disturbi tanto da rendere difficile distinguerli, i sintomi peggiorano nettamente, e così la prognosi. Chi soffre di COMISA può quindi sperimentare i tipici disturbi dell’insonnia, che dipendono dalla privazione del sonno, più tutto un corollario di altre condizioni pre-patologiche a cascata.
Riassumendo, le apnee notturne possono complicare i sintomi dell’insonnia e causare:
Attenzione al cortisone, può causare insonnia. Ne parliamo approfonditamente nell’articolo Cortisone: disturbi del sonno e stanchezza".
Le apnee notturne si possono curare in modo eccellente, migliorando in tal modo anche l’insonnia. Fanno parte dei possibili trattamenti sia interventi blandi che si basano sull’uso di dispositivi da indossare durante la notte per migliorare la respirazione, che soluzioni più drastiche di tipo chirurgico.
Vediamo tutte le opzioni di cura delle apnee notturne, dalle meno alle più invasive: