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Istituita ufficialmente nel 2008, la Giornata Europea degli antibiotici ricorre ormai in quasi tutti i Paesi europei il 18 novembre di ogni anno. Perché è così importante? Per la sua funzione, ovvero sensibilizzare la popolazione al corretto uso degli antibiotici. 

L'antibiotico-resistenza sta infatti diventando un problema di salute pubblica sempre più rilevante a livello globale, a causa degli ingenti costi causati dalle cure e dall'assistenza facilmente evitabili.

La Giornata Europea degli antibiotici, detta anche European Antibiotic Awareness Day, sostenuta dall'European Center for Disease Prevention and Control in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità impegna tutti i professionisti sanitari e le istituzioni nazionali e locali nella diffusione della consapevolezza sui rischi associati all’uso inappropriato degli antibiotici, attraverso tutti i canali di comunicazione disponibili.

Nel Bel Paese, dal momento che nel 2017, come evidenziato dal Rapporto sull'uso degli antibiotici in Italia di quell'anno, il consumo globale di antibiotici in Italia era pari ad un'esorbitante cifra di 25,5 dosi giornaliere per 1000 abitanti ogni giorno, è stato istituito il primo Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020 che prevede la sorveglianza dei consumi degli antibiotici sia nel settore umano che veterinario.

 Anche noi di Ihealthyou abbiamo deciso di contribuire alla sensibilizzazione rispondendo ad alcune domande e curiosità degli utenti.

1. Cosa sono gli antibiotici e come agiscono?

2. Quando usare gli antibiotici? E quando non prenderli?

3. Gli antibiotici sono pericolosi? Perché un antibiotico fa male?

4. Quando fanno effetto gli antibiotici? Gli antibiotici sono tutti uguali?

5. Antibiotici: come assumerli? Perché l'antibiotico va preso a un certo orario?

6. Si può interrompere un ciclo di antibiotico? Che rischi si corrono?

7. Cosa succede se ci si dimentica una dose di antibiotico? Che fare per non correre rischi?

8. Meglio assumere gli antibiotici a stomaco pieno o vuoto? Gli antibiotici sono gastrolesivi?

9. Quali antibiotici sono consigliati per i bambini?

10. Chi prende antibiotici può prendere il sole? Quali sono gli effetti collaterali?

 

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1. Cosa sono gli antibiotici e come agiscono?

Gli antibiotici sono medicinali utilizzati per prevenire o curare le infezioni originate dai batteri. Gli antibiotici sono in grado di sterminare i batteri presenti nell'organismo e di impedirne moltiplicazione, diffusione e trasmissione.

 

2. Quando usare gli antibiotici? E quando non prenderli?

Gli antibiotici vanno utilizzati con estrema cautela e sotto prescrizione di un medico solo sulle infezioni batteriche più gravi, come polmoniti o infezioni alle vie urinarie. Questo significa che sono inefficaci contro le infezioni virali, come quelle che causano le influenze ed i raffreddori stagionali.

In caso di influenza o raffreddamento non ne è dunque indicata l'assunzione, tranne in quei casi in cui i batteri riescono ad entrare in azione approfittando dell'abbassamento delle difese immunitarie dell'organismo ammalato. Potrebbero infatti, ad esempio, complicare un'influenza con un'infezione alle vie respiratorie (sinusite, polmonite) oppure con un'otite. 

In caso di infezioni batteriche non gravi, come una tonsillite a placche di breve durata, non è sempre necessario ricorrere agli antibiotici immediatamente: il nostro sistema immunitario è in genere abbastanza forte da poter risolvere il problema autonomamente.

 

IHY_Giornata_mondiale_antibiotici

 

3. Gli antibiotici sono pericolosi? Perché un antibiotico fa male? 

Non sempre, sicuramente no, se vengono utilizzati in modo appropriato. Prendere antibiotici quando non è necessario può invece innescare un processo di antibiotico-resistenza molto grave.

Con antibiotico-resistenza si indica quel fenomeno, sempre più diffuso, che causa l'insensibilità di alcuni batteri, che in precedenza potevano facilmente venire debellati dagli antibiotici, alle molecole che dovrebbero annientarli. 

Dosaggi inadeguati, usi impropri e non necessari, cure interrotte prima della fine della prescrizione: sono questi gli errori che hanno portato alcuni batteri a sviluppare delle modificazioni genetiche o degli adattamenti biochimici che li hanno resi incredibilmente resistenti.

 

4. Quando fanno effetto gli antibiotici? Gli antibiotici sono tutti uguali?

No, esistono vari tipi di antibiotici, con effetti e terapie diverse. Non esiste solo l'Augmentin, in sintesi. L'effetto degli antibiotici si attiva nell'arco di alcuni giorni e varia a seconda della molecola prescelta e al tipo di infezione. La durata media di una cura è di 5-7 giorni, ma può protrarsi fino a 10 o 15-20 giorni in casi più importanti, come quello di una polmonite. 

Attualmente ne esiste addirittura in commercio un tipo di antibiotico (l’azitromicina) la cui azione dura più a lungo nell’organismo, tanto che agisce in soli 3 giorni.

 

5. Antibiotici: come assumerli? Perché l'antibiotico va preso a un certo orario?

Non c'è un orario di assunzione che garantisca una maggiore efficacia.

La regola da seguire è quella di rispettare il più possibile l'intervallo tra una dose e l'altra  per far sì che la concentrazione del principio attivo rimanga costante nel sangue e possa intercettare i batteri in ogni caso.

 

6. Si può interrompere un ciclo di antibiotico? Che rischi si corrono?

Interrompere un ciclo di antibiotico prima della fine stabilita dal medico o dal bugiardino è assolutamente da evitare.

Questo, insieme a dimenticarsi più dosi di antibiotico, comporta infatti alcuni rischi: potrebbe rendere più facili eventuali ricadute e rendere necessario l'inizio di un nuovo ciclo di terapia con un diverso tipo di antibiotico. Il farmaco del primo tipo potrebbe infatti aver perso la propria efficacia, anche in caso di scomparsa dei sintomi.

Non solo: è molto probabile che si diventi ospiti inconsapevoli di un batterio ormai insensibile alle molecole del primo medicinale e facilmente trasmissibile ad altri, magari con un semplice colpo di tosse. 

 

IHY_Giornata_europea_antibiotici_controindicazioni_batteri

 

7. Cosa succede se ci si dimentica una dose di antibiotico? Che fare per non correre rischi?

Quando ci si dimentica di assumere la dose di antibiotico negli orari stabiliti è consigliato prenderla non appena ci si rende conto della disattenzione. Necessario, inoltre, far slittare l'assunzione successiva di un'ora rispetto alle indicazioni del medico o del bugiardino. 

Da quel momento in poi, inoltre, bisogna contare le ore di intervallo a partire dal nuovo orario. Sbagliatissimo, invece, prendere due compresse in un'unica soluzione: il rischio è quello di un sovradosaggio non necessario, con conseguenti eventuali effetti collaterali.

 

8. Meglio assumere gli antibiotici a stomaco pieno o vuoto? Gli antibiotici sono gastrolesivi?

La risposta varia a seconda del tipo di antibiotico. Per quanto riguarda alcune tipologie di antibiotico (per esempio quelle a base di amoxicillina e acido clavulanico) è meglio, infatti, un'assunzione a stomaco pieno, dal momento che possono dare senso di nausea o di peso gastrico, sensazioni sgradevoli che la presenza di cibo nello stomaco può alleviare.

Da non prendere in orario pasti invece altre tipologie di antibiotico, come le tetracicline (oggi meno diffuse di un tempo) per non comprometterne l'efficacia. Vanno, inoltre, accompagnate da un'abbondante dose d'acqua, in maniera tale da diminuire le possibilità di irritare le mucose dell'esofago. 

In genere, per avere informazioni certe occorre leggere il foglietto illustrativo del farmaco: se questo è privo di indicazioni specifiche, è indifferente assumerlo prima o dopo mangiato.

 

9. Quali antibiotici sono consigliati per i bambini?

Possiamo contarne diversi. Sicuramente intervenire in maniera oculata sui piccoli pazienti è la strategia migliore, soprattutto perché i loro giovani organismi sono molto esposti a infezioni batteriche di vario tipo. Qui un elenco dei principali e dei loro ambiti d'uso:

  • Amoxicillina, utilizzata per curare malattie molto comuni come la tonsillite, l'otite, le sinusiti, le polmoniti e le infezioni alle vie urinarie, si trova in commercio come Amoxicillina, Amoxina, Dodemox, Mopen, Velamox e Zimox e insieme all'acido clavulanico come Augmentin, Clavulin e Neoduplamox;
  • Cefacloro, utilizzato per curare le polmoniti e molto diffuso grazie al buon sapore, è commercializzato come Cefaclor, Bacticef, Cefulton, Citiclor, Clorad, Dorf, Kliacef, Lafarclor, Necloral, Oralcef, Panacef, Performer, Selanir, Takecef, Tibifor e Valeclor;
  • Claritromicina (in vendita come Klacid, Macladin e Veclam) e Azitromicina (al banco Azitrocin, Ribotrex, Trozocina e Zitromax), utilizzati per curare alcune forme di polmonite, tosse convulsa e nelle allergie alla penicillina;
  • Ceftriaxone (venduto come Ceftriaxone, ma anche Davixon, Deixim, Fidato, Monoxar, Pantoxon, Ragex, Rocefin e Sirtap) e Ceftazidima (Ceftim, Glazidim, Panzid, Spectrum e Starcef), utilizzati quasi esclusivamente in ospedale per curare infezioni gravi delle vie respiratorie, delle vie urinarie e dei tessuti molli provocati da microrganismi resistenti ai più comuni antibiotici.

     

10. Chi prende antibiotici può prendere il sole? Quali sono gli effetti collaterali?

Si può prendere il sole con l'antibiotico, se il medico dà la sua approvazione. In ogni caso è assolutamente consigliato leggere attentamente il bugiardino del farmaco. Se l'antibiotico è dunque a base di sulfamidici, chinoloni o tetracicline, l'esposizione al sole non è indicata: potrebbero infatti avere luogo reazioni di fotosensibilizzazione. Si consiglia di evitare la piena luce solare per almeno uno o due giorni dal termine della cura. 

Con il termine fotosensibilizzazione si indica una reazione esagerata della cute all'esposizione solare, che diventa quindi estremamente sensibile e che si manifesta ad esempio con eruzioni cutanee o eritemi estesi.

Se i principi attivi dell'antibiotico reagiscono con la luce solare, si ottengono, in sintesi, effetti simili a quelli delle allergie, come irritazioni della pelle, comparsa di macchie rosse o di bollicine. 

Se la reazione della pelle si sta verificando, è il caso di evitare un'ulteriore, prolungata esposizione al sole, per far sì che questa scompaia progressivamente in maniera spontanea e per evitare effetti collaterali. 

 

Il team di Ihealthyou spera dunque di promuovere attraverso questo "decalogo" un uso più attento e consapevole di una categoria di farmaci spesso sottovalutata e trattata con estrema leggerezza. 

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