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Come si formano le lacrime? Qual è il funzionamento alla base del processo di lacrimazione dei nostri occhi?

L’occhio è la nostra macchina fotografica: ha la funzione di raccogliere le stimolazioni luminose prodotte dal mondo esterno, grazie alla quale riusciamo a percepire la realtà sotto forma di immagini. Non tutti gli stimoli però vengono accettati dai nostri occhi. Alcuni di questi vengono respinti in quanto considerati una minaccia per la buona vista. Per eliminarli l’occhio usa le lacrime. Oltre a difendere i nostri occhi da agenti esterni di tipo irritativo, le lacrime svolgono da funzione di lubrificarli, nutrirli e mantenerli puliti.

Fattori di tipo irritativo (come vento, luce violenta, fumo), reazioni allergiche, ostruzioni delle vie lacrimali di deflusso e infiammazioni delle ghiandole lacrimali sono alcune delle cause della lacrimazione. L’eccessiva e incontrollabile lacrimazione degli occhi, però, è uno dei segnali di allarme che attesta il mal funzionamento del sistema di drenaggio delle lacrime. Il termine medico utilizzato per identificare tale disturbo è epifora. 

 

 

Una recente ricerca condotta in Giappone e pubblicata sulla rivista Clinical Ophthalmology, ha cercato di individuare quali sono le cause più frequenti dell’epifora durante l’invecchiamento. Secondo i dati raccolti, nell’85% dei casi l’epifora è legata a una patologia della superficie oculare, mentre solo nel 15% dei casi è associata a un difetto della lacrimazione (per saperne di più si rimanda all’articolo Epifora: lacrimazione degli occhi, quali sono i rimedi naturali).

Quali sono i sintomi che ci permettono di identificare l’epifora?

Le lacrime fuoriescono attraverso piccoli fori posti negli angoli della palpebra superiore e inferiore, chiamati puntini lacrimali. È in presenza di un’ostruzione dei puntini lacrimali che si manifesta l’epifora o ristagno delle lacrime. Tale condizione può provocare un’asciugatura continua e un fastidioso offuscamento della vista, fino a compromettere la concentrazione durante le normali attività quotidiane. 

In casi di lacrimazione fastidiosa o anomala è, quindi, opportuno rivolgersi al medico o al proprio oculista al fine di intervenire con tempestività ed evitare l’insorgenza di ulteriori patologie. L’oculista esaminerà il puntino lacrimale per verificarne l’apertura o la chiusura parziale o totale, attraverso il lavaggio lacrimale: una manovra indolore consistente nella dilatazione del puntino lacrimale e nell’introduzione di una cannula di irrigazione attaccata ad una siringa atta a verificare il passaggio del liquido. Se l’apparato lacrimale è aperto il liquido defluisce, se invece vi è una chiusura il liquido refluisce nell’occhio. In alcuni casi, lo specialista può eseguire un’endoscopia delle vie lacrimali.

 

Attenzione: questo articolo non sostituisce alcuna indicazione medica. Ricordatevi di rivolgervi a uno specialista. 


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