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L'abitudine al fumo tra gli adolescenti italiani ha raggiunto le dimensioni di una vera e propria emergenza. Lo confermano i dati della terza indagine della sorveglianza Gyts (Global Youth Tobacco Survey), realizzata in oltre 180 Paesi del mondo per conoscere e monitorare l’uso dei prodotti del tabacco fra gli adolescenti.

Un ragazzo su cinque del campione esaminato, in un'età che va dai 13 ai 15 anni, dichiara infatti di fumare quotidianamente sigarette. 

Come arginare questa emergenza? Scuole, associazioni, genitori e iniziative ministeriali o locali cercano di convincere i giovani italiani a smettere di fumare, spesso con risultati poco soddisfacenti. 

Lo psicologo Pasquale Caponnetto, docente presso l'Università di Catania e membro del CoHear, sembra aver trovato un mezzo innovativo molto efficace: la realtà virtuale. Lo abbiamo intervistato per conoscere meglio il suo lavoro.

 

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1. Quali sono i metodi che lei considera migliori per convincere un adolescente a smettere di fumare?

I metodi migliori per far smettere un adolescente di fumare sicuramente non hanno a che fare con divieti o punizioni, ma con quello che può interessarlo o stimolarlo

In questo caso abbiamo sfruttato la tecnologia, il gioco e la riflessione sull'ecologia per catturare l'attenzione dei ragazzi: questo è certamente lo stimolo migliore!

 

2. Perché considera questo metodo alternativo più efficace rispetto a quelli tradizionali?


I ragazzi pensano di essere immortali e che non avranno nessun problema: le immagini shock delle pubblicità ed i classici modelli bidimensionali con cui fare lezioni teoriche sugli effetti del fumo sul loro corpo non sembrano fare presa su di loro, anzi spesso li spingono a negare il messaggio che questi strumenti vogliono trasmettere.

Il meccanismo della realtà virtuale invece risulta molto efficace e stimolante: rappresenta una novità, anche se si sta diffondendo sempre più, fa immergere i ragazzi in una realtà diversa, utilizzando elementi tridimensionali e musicali, oltre a  stimoli sensoriali. 

Sicuramente quindi la possibilità di interagire con la realtà virtuale ha maggiore appeal sui giovani e se ben sviluppata può permettere di creare stimoli specifici per ogni persona. 

 

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3. Come è avvenuto l’esperimento basato sulla realtà virtuale? Quali enti hanno partecipato alla ricerca? 

Abbiamo collaborato con Behavior Labs, una startup di Catania che si occupa di robotica e che ha prodotto anche percorsi tecnologici per bambini autistici. L'azienda ci ha fornito un supporto tecnologico chiamato "Virtual Reality Smoking Cessation Motivation System" (Sistema di Motivazione per Smettere di Fumare in Realtà Virtuale).

Ogni visore era collegato ad un computer e mostrava diversi scenari, basati sulla letteratura scientifica relativa alla motivazione nello smettere di fumare.

La parte dell'esperimento relativa alla realtà virtuale iniziava con un'esperienza in cui il fumatore si trovava in una stanza d'albergo. Qui il partecipante iniziava a interagire con alcuni pacchetti di sigarette che gradualmente si moltiplicavano per creare un progressivo senso di saturazione.

Durante la sessione in realtà virtuale, che il partecipante viveva in prima persona, era possibile osservare la trachea ed i polmoni del soggetto passare da una buona condizione di salute ad una progressivamente peggiore. Dopo i primi colpi di tosse, infatti, i polmoni diventavano cancerosi e la stanza d'albergo si trasformava in un'oscura stanza d'ospedale: le immagini proiettate sul visore si tramutavano quindi da paradisiache a infernali, squallide ed il letto in cui si trovava il fumatore diventava un letto di morte.

La colonna sonora scelta consisteva in due tracce, ovvero "Experience" di Einaudi e "Requiem for a dream", tratta dal celebre film di Darren Aronofsky sulla dipendenza. 

 

 

 

4. Avete organizzato o avete in programma altre attività di sensibilizzazione che si basino sulle attività di gaming o che coinvolgano i ragazzi in maniera attiva e originale?

Le nostre nuove iniziative comprendono realtà virtuale applicata al gaming e programmi specifici dell'Ateneo di Catania riguardanti la sensibilizzazione dei più giovani. I progetti sono diretti ai dipartimenti STEM (Science, Technology, Engineering and MathematicsScienza Tecnologia Ingegneria e Matematica) e verranno sviluppati nel tempo. 

 

5. Quali sono i suoi consigli per aiutare i genitori che convincere i propri figli a smettere di fumare?

I miei consigli non sono molto "tecnologici". Consiglio ai genitori di parlare con i propri figli, ascoltarli, dare loro del tempo e cercare di capire come guardano la vita. 

Ringraziamo il dottor Caponnetto per la preziosa testimonianza e per averci illustrato un modo innovativo di affrontare un problema crescente.

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In collaborazione con Dr. Pasquale Caponnetto

Docente presso l'Università di Catania e membro di CoHear


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