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L'obesità e il sovrappeso non devono essere un argomento tabù: interessano ormai quasi un terzo degli italiani, ovvero ventitré milioni di persone, il 46% degli adulti ed il 24% degli under 18, con una prevalenza nei cittadini di sesso maschile e del Sud Italia.

I dati, che provengono dal "1° Italian Obesity Barometer Report" presentato a Roma durante il primo Summit italiano sull’obesità dall’Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation e dall'Istat, non mostrano tuttavia quanto sia ancora molto difficile parlare di questa condizione in modo onesto e senza pregiudizi.

Farlo bene e correttamente è più urgente che mai: il documento riporta inoltre che l’obesità e il sovrappeso sono la seconda causa evitabile di tumori dopo il fumo. Per conoscere meglio la questione e divulgare informazioni più corrette possibile, abbiamo contattato l'Associazione Amici Obesi Onlus, che scoprirete in questa intervista con la sua presidente, la dottoressa Iris Zani.

Ecco gli argomenti che abbiamo trattato insieme: 

1. Chi è l'associazione Amici Obesi? Quali servizi offrite?
2. A chi vi rivolgete in particolare e quali attività svolgete sul territorio?
3. Quali sono le finalità dell'associazione?
4. Quali sono i vostri progetti attuali e cosa pianificate per il futuro?
5. Quale messaggio vorreste diffondere in Italia riguardo all'obesità, un tema su cui si hanno molti pregiudizi?

 

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1. Chi è l'associazione Amici Obesi? Quali servizi offrite?

Amici Obesi Onlus nasce nel 2005 come associazione di pazienti di chirurgia bariatrica comprendendo nel tempo anche pazienti che seguono altri percorsi di cura.

L'obiettivo che perseguiamo è quello di diffondere informazioni corrette su tutti i percorsi compreso anche il percorso chirurgico post dimagrimento chiamato di ricostruzione. Il tutto nacque quando nel 2002 a causa di complicazioni dovetti rimuovere un bendaggio gastrico senza capire esattamente cosa fosse successo e neppure i medici avevano chiare spiegazioni. Alla ricerca di informazioni mi rendo conto di non essere la sola ad avere bisogno di sostegno e informazioni chiare.

Con altre 2 pazienti conosciute nella sala d’aspetto di un ospedale nasce l’idea della creazione di un sito e un forum ove interagire, e successivamente avviene la creazione delle pagine di Facebook.

 

2. A chi vi rivolgete in particolare e quali attività svolgete sul territorio?

Ci rivolgiamo principalmente a pazienti affetti da obesità, indipendentemente dal percorso che hanno deciso di intraprendere. La maggior parte delle volte il futuro paziente non ha proprio idea di cosa possa fare e da dove partire per iniziare il proprio percorso di cura.

Dopo molti anni di attività sul web cominciamo ad organizzare anche congressi con l’aiuto gratuito di medici e strutture ospedaliere. Successivamente sentiamo la necessità di conoscerci personalmente e non limitarci ad una conoscenza virtuale. Nascono i primi gruppi di auto aiuto fra pazienti e gruppi di ascolto tenuti da volontari della nostra associazione onlus.

 

3. Quali sono le finalità dell'associazione?

La finalità principale di Amici Obesi Onlus è quella di fornire informazioni aiutando il paziente a capire quale potrebbe essere il proprio percorso di cura. Da dove cominciare, a chi rivolgersi nella propria regione o anche in altre regioni d’italia. Nostra priorità è che il paziente si rivolga a strutture multidisciplinari e soprattutto accreditate SICOB nel caso della chirurgia. Negli ultimi anni la chirurgia bariatrica ha conosciuto un boom che ha portato alla nascita di molte equipe che non hanno però tutti i requisiti per essere in grado di seguire il paziente a 360 gradi.

Come riporta inoltre il nostro sito, "Il cuore dei disturbi alimentari è il silenzio, e questo silenzio va rotto. A partire da noi”. Nostro obiettivo è il riconoscimento della malattia ed il diritto alla cura.

 

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4. Quali sono i vostri progetti attuali e cosa pianificate per il futuro?

Di progetti per il futuro ne abbiamo tanti, ci mancano le risorse economiche per poterli attuare. Confidiamo in quelle aziende e nei nostri associati che anche con una singola e piccola quota ci aiutano e soprattutto credono in noi. E’ molto importante per noi la crescita istituzionale con la raccolta di molti associati per dimostrare la nostra importanta. Chiedo pertanto a tutti di associarsi, la quota è davvero irrisoria ma come si è sempre detto l’unità da forza, più siamo e più valiamo. Sul nostro sito ci sono tutte le istruzioni per potersi associare.

I progetti futuri sono quelli di creare ulteriori gruppi di auto aiuto in altre città per raggiungere più pazienti possibili.

Un bellissimo progetto in fase finale è l’allestimento di una bellissima mostra fotografica itinerante seguita da un libro che raccoglierà le foto e le storie dei partecipanti. La descrizione dell’obesità mediante gli occhi di un fotografo, le immagini semplici a parlare al posto delle parole per dire quello che si prova a vivere con l’obesità.

Altro grande impegno per Amici Obesi Onlus partecipa è Erasmus “Tackling Adolescent Obesity”. Il progetto, sotto il coordinamento di SAFE Advocacy Europe, mira a fornire agli adolescenti tra i 10 e i 18 anni e agli educatori le nozioni necessarie per seguire diete sane e corretto stile di vita oltre alle informazioni necessarie per chiedere aiuto.

Come partner del progetto, Amici Obesi realizza, dunque, insieme ad altre organizzazioni europee coinvolte, lo sviluppo di un database da consultare on line e del materiale formativo da divulgare nel settore scolastico.

 

5. Quale messaggio vorreste diffondere in Italia riguardo all'obesità, un tema su cui si hanno molti pregiudizi?

Amici Obesi Onlus ha una lunga storia di lotta contro lo stigma e i pregiudizi nei confronti dell'obesità: la nostra compianta presidente amatissima Marina Biglia, è stata tra le prime a portare la discussione sull'argomento in Italia, grazie al suo lavoro.

 

 

Un grande passo avanti è stato fatto con la firma della petizione in Parlamento avvenuta a novembre 2019 ove si sono posti le fondamenta per il riconoscimento della malattia grazie anche alla stesura della Carta dei diritti e dei doveri degli obesi. Grazie a questo e altri atti di sensibilizzazione, abbiamo ottenuto il riconoscimento dell'obesità tra le malattie croniche.

Come riporta, infatti, Quotidiano Sanità, il 13 novembre 2019 l'Assemblea della Camera:

"ha approvato una mozione bipartisan che impegna il Governo su diverse azioni per la prevenzione e la cura dell'obesità. In tutto, 12 i punti sui quali il testo, a prima firma Roberto Pella (FI), richiama l'attenzione dell'Esecutivo: dal riconoscimento dell'obesità come malattia cronica ad un piano nazionale che armonizzi le attività nel campo della prevenzione e della lotta all'obesità; dal pieno accesso agli iter diagnostici per le comorbidità, alle cure e ai trattamenti dietetico-alimentari, e, nei casi più gravi, l'accesso a centri di secondo livello per valutare approcci, psicologici, farmacologici e chirurgici, fino alle linee guida inerenti ai "primi 1.000 giorni di vita" del bambino e programmi per la prevenzione dell'obesità infantile. "

Ringraziamo l'Associazione Amici Obesi Onlus per aver dedicato tempo a questa intervista e per averci aiutati ad approfondire una tematica delicata e poco conosciuta come quella dell'obesità, di cui si parla spesso con pregiudizio e senza empatia o sensibilità.

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