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Lo sapevate che il nostro intestino ha una lunghezza di circa 7 metri? Provate ad immaginarlo! L’intestino è uno degli organi interni più lunghi del nostro corpo. Costituisce la parte terminale dell’apparato digerente ed è diviso in due macro-parti: intestino tenue (composto da duodeno, digiuno e ileo) ed intestino crasso (formato da intestino cieco, colon, sigma e retto). Sebbene deputato all’assorbimento dei principi nutritivi derivanti dagli alimenti, l’intestino svolge quattro importanti funzioni:

1. La funzione metabolica che permette l’assorbimento di ioni (calcio, magnesio e ferro); la sintesi di vitamine come l’acido folico, la vitamina K e le vitamine del gruppo B; la fermentazione dei carboidrati;

2. La funzione nutritiva che assicura il nutrimento delle cellule intestinali atte a favorire l’attività fisiologica del colon;

3. La funzione protettiva, volta a difendere il tratto gastrointestinale dagli agenti patogeni;

4. La funzione immunologica, svolta principalmente dalla flora batterica intestinale che si occupa di attivare il sistema linfatico tissutale in caso di infezioni, batteri patogeni e sostanze nocive per l’organismo.

Lungo l’intestino crasso, in particolare nel colon, nel sigma e nel retto possono presentarsi delle formazioni tumorali o escrescenze anomale, come ad esempio i miomi e i polipi che si sviluppano con maggiore frequenza e con una percentuale che varia dal 15 al 20% della popolazione adulta. I polipi sono la forma benigna più diffusa di tumori intestinali. Con il tempo possono degenerare e diventare maligni: è per questo che è importante rivolgersi a uno specialista quando iniziano a comparire i primi segnali o disturbi addominali o intestinali e in presenza di eventuali lesioni pre- cancerose.

Polipi intestinali e tumori del colon-retto: come identificarli?

Sebbene sia stata verificata una correlazione tra i polipi intestinali e i tumori del colon-retto, non tutti i polipi sono a rischio di malignità. Esistono, infatti, tre diverse tipologie di polipi intestinali: tipologie che evolvono e si trasformano nel tempo in maniera differente. Stiamo parlando dei polipi iperplastici, caratterizzati da una mucosa a rapida proliferazione, dei polipi amartomatosi (detti anche polipi giovanili e polipi di Peutz-Jeghers) e dei polipi adenomatosi. Di questi ultimi, una piccola percentuale può trasformarsi in neoplasie maligne.

 

 

In base a quali sintomi è possibile identificare la presenza di polipi intestinali? È possibile la prevenzione dei polipi intestinali?

Il sintomo più emblematico e caratteristico di questa formazione tumorale benigna è l’emorragia indolore del retto, quindi presenza di sangue o muco nella feci. I polipi di grandi dimensioni e localizzati nell’area superiore del colon possono causare anche ricorrenti dolori simili a coliche o episodi temporanei di occlusione intestinale. Lo specialista, a seguito di una prima visita, può prescrivere eventuali esami diagnostici con l’intento di identificarne la presenza e valutarne la diagnosi. Tra questi, i più frequenti sono:

  1. Ricerca di sangue occulto nelle feci;
  2. Colonscopia;
  3. Endoscopia colorettale;
  4. Clisma opaco a doppio contrasto;
  5. Esplorazione digitale rettale.

Attraverso controlli periodici è possibile identificarli precocemente, sebbene la loro presenza a volte possa essere asintomatica. In alcuni casi, crescono indolenti per anni e si manifestano quando diventano di dimensioni considerevoli.

Sopra i 50 anni di età è consigliata l’esecuzione di una colonscopia. Inoltre, al fine di prevenirne la formazione è consigliabile un’alimentazione ricca di fibre e povera di grassi.

 

Attenzione, però: questo articolo non sostituisce alcuna indicazione medica. Ricordatevi di rivolgervi a uno specialista quando iniziano a comparire i primi segnali o disturbi addominali o intestinali e in presenza di eventuali lesioni pre- cancerose.


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