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9' di lettura

L’embolia polmonare è una condizione severa causata dall’ostruzione di una o più arterie a livello polmonare (arterie polmonari) che a sua volta è determinata dalla formazione di un coagulo di sangue, chiamato anche trombo, oppure – in una minoranza dei casi - dall’accumulo di micro-materiale trasportato dal circolo sanguigno (embolo). Si tratta di una patologia non semplice da diagnosticare perché i sintomi non sono specifici; infatti si verificano problemi cardiaci e difficoltà respiratoria che possono essere causati da altre condizioni cliniche. L’embolia polmonare va tuttavia gestita tempestivamente in quanto le conseguenze possono essere severe o addirittura fatali.


In questo articolo, cerchiamo di capire meglio i diversi aspetti relativi all’embolia polmonare.

  1. Quali sono i sintomi dell’embolia polmonare da riconoscere?
  2. Quando contattare il medico?
  3. Quali sono le conseguenze e i rischi dell’embolia polmonare?
  4. Si può prevenire l’embolia polmonare?

 

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1. Quali sono i sintomi dell’embolia polmonare da riconoscere?

Sono diversi i sintomi riconducibili all’embolia polmonare, sebbene ogni soggetto possa manifestarli diversamente e con differente intensità. L'esordio acuto della difficoltà respiratoria (dispnea) e del dolore toracico, porta generalmente a considerare l'embolia polmonare come una possibile diagnosi.
Possono essere presenti anche altri sintomi, come:

  • sensazione di ansia, di vertigini o svenimento;
  • battito cardiaco irregolare;
  • tosse anche con sangue;
  • sudorazione;
  • bassa pressione sanguigna.

Vi sono poi alcuni sintomi premonitori del rischio di embolia polmonare e riconducibili alla trombosi venosa profonda (da cui spesso origina l’embolia polmonare) come ad esempio:

  • dolore e gonfiore ad una gamba;
  • arrossamento e/o sensazione di calore alle gambe.

Infatti, se il medico sospetta una embolia polmonare, verosimilmente controllerà anche le gambe per verificare la presenza di segni di trombosi venosa profonda.

Il tipo e l'entità dei sintomi dipenderanno dalle dimensioni dell'embolo (del trombo) e dalla presenza di eventuali patologie cardiache e/o polmonari del paziente.

 


2. Quando contattare il medico?

È opportuno rivolgersi subito al proprio medico curante oppure recarsi in ospedale se si avverte:

  • dolore al petto o alla parte superiore della schiena;
  • difficoltà a respirare che si manifesta improvvisamente senza motivo apparente;
  • tosse con presenza di sangue nell’espettorato.

Oltre a questi segni potenzialmente riconducibili all’embolia polmonare, si potrebbe anche presentare dolore, arrossamento e gonfiore a una gamba. Questi sono sintomi di un coagulo di sangue che può aver avuto origine dagli arti inferiori e essere poi arrivato a livello polmonare attraverso la circolazione.

 

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3. Quali sono le conseguenze e i rischi dell’embolia polmonare?

L’embolia polmonare può essere pericolosa per la vita, soprattutto in presenza di un coagulo grande o di molti coaguli.
Poiché le prime ore dall’inizio dell’embolia polmonare sono quelle più rischiose per il paziente, se non viene diagnosticata e trattata tempestivamente, questa patologia può avere conseguenze anche gravi, tra cui:

  • danno permanente ai polmoni;
  • lesioni ad altri organi per il mancato apporto di ossigeno;
  • scompenso cardiocircolatorio e arresto cardiaco;
  • bassi livelli di ossigeno nel sangue (con ripercussioni sul funzionamento generale dell’organismo).

Inoltre, già entro 2 mesi dal primo episodio di embolia polmonare, il paziente potrebbe essere a rischio di avere un altro episodio. È quindi importante che venga avviata una terapia preventiva (dal team medico specializzato) e che si adottino alcuni accorgimenti nel proprio comportamento per limitare questo rischio (vedi anche paragrafo successivo).

 

4. Si può prevenire l’embolia polmonare?

La prevenzione di un nuovo episodio di embolia polmonare può avere buoni risultati, ma è necessario che il paziente segua attentamente le indicazioni del medico di riferimento e tenga presenti alcuni suggerimenti, tra cui:

  • assumere correttamente la terapia prescritta (es. anticoagulanti);
  • sottoporsi ai controlli medici regolarmente;
  • attuare un cambiamento dello stile di vita (dieta equilibrata, esercizio fisico moderato, smettere di fumare);
  • muovere le gambe frequentemente ed evitare di stare seduti o sdraiati troppo a lungo;
  • utilizzare (se indicato dal medico) calze elastiche compressive per prevenire la trombosi venosa profonda (formazione coaguli generalmente negli arti inferiori).


Fonti
  1. Doherty S. Pulmonary embolism An update. Aust Fam Physician. 2017 Nov;46(11):816-820. (Ultimo accesso 13 giugno 2022)
  2. Pulmonary Embolism. (Ultimo accesso 13 giugno 2022)
  3. Pulmonary Embolism. Hopkins Medicine. (Ultimo accesso 13 giugno 2022)
  4. Embolia. ISSalute. (Ultimo accesso 13 giugno 2022)
  5. Ortel TL, Neumann I, Ageno W, et al. American Society of Hematology 2020 guidelines for management of venous thromboembolism: treatment of deep vein thrombosis and pulmonary embolism. Blood Adv. 2020 Oct 13;4(19):4693-4738. (Ultimo accesso 13 giugno 2022)

Chiara Mossali
Autore

Chiara Mossali

Medical writer e consulente in ambito healthcare. Laureata in Biotecnologie. Esperienza nell’ambito della ricerca di laboratorio e nella ricerca clinica. Da circa 10 anni mi occupo di comunicazione e consulenza nel settore healthcare curando progetti e contenuti per medici e pazienti.

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