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10' di lettura

Quando la donna avverte un dolore a livello del seno o del cavo ascellare, è sempre importante parlarne con il proprio medico di fiducia per approfondirne la causa, soprattutto se si percepisce anche la presenza di una alterazione, come un nodulo.

Il dolore non è necessariamente sintomo di un tumore al seno, tanto che in genere le forme iniziali di neoplasia del seno non provocano dolore. Sembrerebbe infatti che su quasi 1000 donne con dolore al seno solo nello 0,4% dei casi era presente una lesione maligna, mentre nel 12,3% delle donne le lesioni erano benigne (come le cisti) e nel resto dei casi il dolore era semplicemente causato da naturali e periodiche variazioni ormonali.

1    Le possibili cause del dolore al cavo ascellare 
2    Autopalpazione del seno in caso di dolore ascellare
3    Consigli per la prevenzione
4    Fonti

 

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1. Le possibili cause di dolore al cavo ascellare

In primo luogo è necessario sapere che l’ascella è una zona particolarmente delicata e sensibile dove sono presenti diverse strutture anatomiche:

  • linfonodi;
  • vasi sanguigni e linfatici;
  • follicoli piliferi;
  • ghiandole sudoripare;
  • fibre nervose.

Quindi l’avvertire dolore può essere dovuto ad alterazioni di tali strutture per diverse cause, tra cui:

  • infiammazione dei bulbi piliferi;
  • dermatite da contatto (infiammazione della cute);
  • eccessiva sudorazione;
  • ingrossamento dei linfonodi di origine infettiva;
  • disturbo muscolare ad esempio dopo intensa attività fisica.

Se il dolore persiste o peggiora e se si avvertono altri fastidi è bene recarsi dal medico.

 

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2. Autopalpazione del seno in caso di dolore ascellare

In particolare nella donna, laddove si avvertisse un lieve fastidio o dolore al cavo ascellare, è opportuno eseguire l’autopalpazione del seno per verificare la possibile presenza anche di una tumefazione o nodulo o rigonfiamento, non presente in precedenza. In ogni caso, è fondamentale recarsi dal proprio medico per un controllo al seno.

Comunicare tempestivamente al medico l’individuazione di eventuali cambiamenti al seno o sotto l’ascella è particolarmente importante per indagarne la causa ed escludere la possibile presenza di un tumore al seno. Infatti, il dolore e la presenza di rigonfiamenti possono essere associati anche a variazioni dei livelli ormonali, ma approfondire è sempre opportuno.

Prima si scopre un eventuale carcinoma mammario, maggiore è la probabilità di guarigione per i tumori che misurano meno di un centimetro è di oltre il 90%. In questi casi, gli interventi chirurgici sono sempre conservativi e non procurano particolari danni estetici alla donna.

 

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Come eseguire una corretta palpazione del seno

  • Palpare entrambe le mammelle effettuando dei piccoli cerchi concentrici con le dita unite 
  • Includere nella palpazione l’ascella e il capezzolo
  • Guardarsi allo specchio per osservare eventuali irregolarità della cute
  • Verificare se sono presenti secrezioni a livello del capezzolo spremendolo delicatamente

È importante per ogni donna eseguire questo controllo ogni mese, sin dalla giovane età.

Per approfondire come si può riconoscere il tumore al seno, leggi l’articolo dedicato.

Nel caso vi fosse il sospetto di un tumore al seno, la diagnosi avviene mediante valutazione clinica senologica e indagini radiologiche specifiche, come la mammografia e l'ecografia mammaria. Ad oggi la mammografia è la tecnica più  utilizzata come test di base in un programma di screening ma soprattutto in caso  di sospetto carcinoma, qualunque sia l’età della donna. Vi sono però dei casi specifici (per esempio di fronte a mammelle molto dense o a noduli difficili da classificare) in cui è possibile ricorrere anche alla risonanza magnetica.

 

3. Consigli per la prevenzione

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità circa l’80% dei tumori più comuni possono essere prevenuti seguendo corretti stili di vita quindi:

  • evitare il fumo di sigaretta e l’uso di sostanze stupefacenti
  • seguire una sana alimentazione
  • limitare il consumo di alcol
  • eseguire il pap-test per escludere la presenza del papilloma virus (HPV)
  • proteggersi dall’esposizione ai raggi ultravioletti.

Se in famiglia si fossero verificati casi di tumore al seno, è importante confrontarsi con il proprio medico di famiglia o con il proprio ginecologo per valutare un opportuno programma di controllo o per vagliare la possibilità di effettuare un test genetico.
Sottoporsi agli screening mammografici e controllarsi con la palpazione del seno sono gli altri preziosi strumenti per la prevenzione.

 

Fonti 

1  AIRC Associazione Italiana per la ricerca sul cancro. (Data ultimo accesso 05.10.2021)
2  Conoscere sé stesse significa prevenire. LILT for woman. Lega Italiana per la Lotta Contro I Tumori, 2021.


Chiara Mossali
Autore

Chiara Mossali

Medical writer e consulente in ambito healthcare. Laureata in Biotecnologie. Esperienza nell’ambito della ricerca di laboratorio e nella ricerca clinica. Da circa 10 anni mi occupo di comunicazione e consulenza nel settore healthcare curando progetti e contenuti per medici e pazienti.

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