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10' di lettura

I Disturbi dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Disorders - ASD), spesso indicati semplicemente come “Autismo”, sono problematiche neurologiche di origine multifattoriale sulla cui insorgenza la ricerca è ancora in corso. Si caratterizzano per l’alterazione delle modalità con cui le persone interagiscono, comunicano, apprendono e si comportano.

Oggi tutte le tipologie di Autismo sono classificate nel DSM-V, manuale diagnostico e statistico di riferimento per i disturbi psichiatrici sotto un’unica voce, i “Disturbi dello Spettro Autistico”, ma fino al 2013 venivano distinti come patologie differenti.

In questo articolo approfondiremo:

1  Le quattro diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico

1.1 Disturbo Autistico
1.2 Sindrome di Asperger
1.3 Disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato (PDD-NOS)
1.4 Disturbo disintegrativo dell’infanzia

2  I tre livelli di autismo

 

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1. Le quattro diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico

Si parla di disturbi dello “spettro” perché esiste un'ampia pluralità nel tipo e nella gravità dei sintomi che le persone sperimentano.

Sebbene l'autismo possa essere diagnosticato a qualsiasi età, è descritto come un "disturbo dello sviluppo" perché i sintomi compaiono generalmente nei primi anni di vita.
Oggi sappiamo che, in linea generale, le persone affette da Autismo presentano:

  • Difficoltà di comunicazione e interazione;
  • Interessi limitati e comportamenti ripetitivi;
  • Sintomi che influenzano le loro capacità funzionali a scuola, al lavoro e in altri ambiti della vita.

Questi sintomi possono essere di grado lieve, moderato o grave ed essere accompagnati da manifestazioni diverse, come quelle che prima venivano attribuite alla Sindrome di Asperger (una forma particolare di Autismo).

Le diagnosi che venivano fatte prima del 2013 e che oggi cadono tutte sotto il nome di "disturbi dello spettro autistico” sono le seguenti quattro:

 

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1.1 Disturbo autistico

I casi più gravi di ASD venivano classificati come “Disturbo Autistico”. La condizione era spesso definita da problemi di comunicazione con linguaggio assente o anomalo, comportamenti ripetitivi e limitati, nonché incapacità a relazionarsi con gli altri.
Sono queste le forme gravi che spesso necessitano di un’assistenza sanitaria costante e che vengono generalmente diagnosticate nella prima infanzia.

 

1.2 Sindrome di Asperger

Le persone con la Sindrome di Asperger non hanno problemi di scarsa intelligenza o di linguaggio, anzi possono presentare capacità verbali particolarmente sviluppate. Assumono però spesso dei comportamenti che risultano inadeguati o imbarazzanti a livello sociale e possono avere difficoltà a capire i segnali non verbali, come le espressioni facciali degli altri. Sono capaci di concentrarsi intensamente, quasi morbosamente, su un argomento che le interessano, ma hanno difficoltà a fare amicizia o a entrare in relazione con le persone.
Solitamente non esprimono sentimenti di affetto o attaccamento, anche verso i propri familiari. La malattia non tende però a peggiorare restando stabile nel tempo e, se correttamente trattata, consente di vivere una vita normale. La Sindrome di Asperger è generalmente definita come una forma di autismo più lieve o, usando un linguaggio tecnico, “ad elevato funzionamento”, proprio perché nonostante la patologia spesso chi ne soffre può vivere una vita normale.

 

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1.3 Disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato (PDD-NOS)

PDD-NOS o disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato era una diagnosi data a coloro che presentavano alcuni sintomi tra cui la difficoltà comunicazionale e relazionale oppure la ripetitività delle azioni, che però non soddisfacevano pienamente i criteri per ricondurre tale disturbo a una diagnosi precisa come la Schizofrenia, il Disturbo Schizotipico di Personalità, il Disturbo di Evitamento di Personalità e l'autismo. 
Questa diagnosi ad esempio veniva fatta in quei casi definiti anche come "autismo atipico", poichè non riconducibili propriamente al Disturbo dello spettro autistico, ad esempio quando i segnali insorgono in età più avanzata o i sintomi sono atipici.

Nell’ultima versione del manuale DSM-5, il PDD-NOS non è più descritto come una diagnosi indipendente, ma è inserito tra i “disturbi dello spettro autistico“.

 

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1.4 Disturbo disintegrativo dell’infanzia

Anche il disturbo disintegrativo dell'infanzia non più considerata una diagnosi a sé stante nell'ultima versione del manuale DSM-5.  Fino alla precedente edizione, era invece definita come una categoria dei disturbi pervasivi dello sviluppo. Oggi è considerata una condizione medica che si può diagnosticare unitamente al disturbo dello spettro autistico.

La malattia disintegrativa dell'infanzia ha un esordio precoce, solitamente prima dei due anni e porta il bambino a una regressione significativa sia nello sviluppo che nel comportamento. Questa si manifesta dopo circa due anni di vita normale con sintomi molto vicini a quelli dell'autismo, tra cui la perdita del linguaggio, le difficoltà nell’interazione sociale e nella comunicazione e l’isolamento. Inoltre, nei bambini con questo disturbo si verifica anche la perdita delle capacità motorie (correre, giocare, prendere oggetti) e si manifestano spesso crisi di aggressività verso loro stessi o anche verso gli altri.

 

2. I tre livelli di autismo

In passato, le sottili differenze che spesso distinguevano una tipologia di autismo dall’altra lasciavano spazio a confusione e diagnosi errate o ritardate. Per migliorare la diagnostica dell’autismo, oltre ad accorpare tutte le sindromi sotto un unico nome, si è scelto di suddividere tale patologia in livelli di gravità:

  • Livello 1Il livello più basso che equivale ad una patologia lieve. I pazienti in questo caso hanno necessità di supporto per problematiche quali l'interazione sociale inibita e la mancanza di capacità organizzative e di pianificazione;
  • Livello 2 – Il livello intermedio che equivale ad una patologia moderata. Gli individui che ne soffrono necessitano di un supporto sostanziale per la vita di tutti i giorni e hanno problematiche evidenti anche agli occhi degli altri. Alcuni esempi possono essere: manifestare problemi di comunicazione verbale e non verbale, avere pochi interessi ed esibire comportamenti fuori luogo, frequenti e ripetitivi;
  • Livello 3 – Il terzo è il livello di autismo più grave. Le persone affette da autismo grave hanno necessità un supporto costante. In questo livello sono presenti tutti i disturbi dei due livelli precedenti, ma in modo più marcato e accompagnati da diverse complicanze. Le capacità di interagire e comunicare in queste persone sono molto scarse.



Fonti
1   NIH Autism Spectrum Disorder 2020. (Ultimo accesso 14/03/2022)
2    Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM–5) American Psychiatric Association 2021. (Ultimo Accesso 14/03/2022)
3    Skinner C, Pauly R, Skinner SA, Schroer RJ, Simensen RJ, Taylor HA, Friez MJ, DuPont BR, Stevenson RE. Autistic Disorder: A 20 Year Chronicle. J Autism Dev Disord. 2021 Feb;51(2):677-684. doi: 10.1007/s10803-020-04568-3. PMID: 32592095.
4    Mandy Roy, Vanessa Prox-Vagedes, Martin D. Ohlmeier, Wolfgang Dillo. Beyond childhood: psychiatric comorbidities and social background of adults with Asperger syndrome. Psychiatria Danubina, 2015, vol. 27, n. 1, pp. 50-59
5    CDC Autismo Criteri diagnostici 2020. (Ultimo accesso 14/03/2022)
6    Charan SH. Childhood disintegrative disorder. J Pediatr Neurosci. 2012;7(1):55-57. doi:10.4103/1817-1745.97627
7    Chlebowski, C., Green, J.A., Barton, M.L. et al. Using the Childhood Autism Rating Scale to Diagnose Autism Spectrum Disorders. J Autism Dev Disord 40, 787–799 (2010).

 


Chiara Mossali
Autore

Chiara Mossali

Medical writer e consulente in ambito healthcare. Laureata in Biotecnologie. Esperienza nell’ambito della ricerca di laboratorio e nella ricerca clinica. Da circa 10 anni mi occupo di comunicazione e consulenza nel settore healthcare curando progetti e contenuti per medici e pazienti.

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