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5' di lettura 

Sono trascorsi ormai più di otto mesi dall'annuncio ufficiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità dello stato di pandemia globale. Le nostre abitudini quotidiane sono cambiate inevitabilmente e probabilmente sono destinate a cambiare il nostro modo di vivere anche in un eventuale futuro post pandemia.

Se di Coronavirus abbiamo ampiamente parlato nei precedenti articoli, non abbiamo ancora affrontato gli effetti della pandemia sulla salute fisica e psichica delle persone. In una stagione invernale caratterizzata dalla ripresa dei lockdown, totali o parziali, in tutto il mondo e soprattutto in Europa, se da un lato si continua a parlare di prevenzione, dall'altro si è iniziato a parlare della cosiddetta Pandemic Fatigue.

Stress, demotivazione, depressione e stanchezza costante sono tutti stati che sembrano accumunare molti cittadini europei in questo momento. Tutte situazioni psicologiche che potrebbero perdurare anche nei prossimi mesi, se non addirittura aumentare.

Questa pandemic fatigue o stanchezza derivante dall'attuale situazione, è reale e interessa sempre più persone, mese dopo mese. Di cosa si tratta? Come reagire? Ne parliamo in questo articolo.

 

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Depressione

 

1. Pandemic fatigue: di cosa si tratta?

L’Europa ha registrato oltre 40 milioni di casi di Coronavirus e oltre 1,1 milione di decessi totali da quando la pandemia è emersa nel continente a febbraio, secondo i dati dell’OMS

Dopo mesi di normative stringenti e blocchi in cui la maggior parte della vita sociale ed economica di ognuno di noi è stata interrotta, le misure sono state gradualmente allentate durante l’estate. Ma ora il mondo sta sperimentando una seconda ondata di infezioni.

 

Molti paesi dell'emisfero settentrionale stanno assistendo a un preoccupante aumento dei casi e dei ricoveri.

Tedros Adhanom Ghebreyesus - direttore generale dell'OMS.

 

I Governi stanno ponendo maggiore enfasi sulle raccomandazioni di una buona igiene personale, misure di allontanamento sociale e sforzi per limitare l’attività sociale, piuttosto che una ripetizione di blocchi completi. Non è un caso infatti che i suoi commenti da parte dell'OMS siano arrivati mentre migliaia di manifestanti italiani, e non solo, arrabbiati per le nuove restrizioni, si sono scontrati con la polizia in diverse città.

 

 

Il capo del Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha messo in guardia contro la "stanchezza pandemica" poiché il numero di casi di Coronavirus in tutto il mondo aumenta di giorno in giorno e i letti degli ospedali si riempiono.

 

Hans Kluge, direttore regionale dell'OMS per l’Europa, ha affermato che:

gli “enormi sacrifici” fatti per contenere il Coronavirus sono arrivati oggi a un costo straordinario, che ha esaurito tutti noi, indipendentemente da dove viviamo o cosa facciamo. In tali circostanze è facile e naturale sentirsi apatici e demotivati, provare stanchezza.

 

Ma, che cos’è la pandemic fatigue?

"Stanchezza pandemica" o "stanchezza da Covid" è essenzialmente una sensazione di esaurimento nervoso o esaurimento collettivo. Con il passare del tempo e della diffusione del virus, gli esperti ritengono che mantenere precauzioni come la distanza fisica, coprire in continuazione naso, bocca e mento e il lavaggio delle mani possa sembrare sempre più una sfida.

L'OMS in una dichiarazione ha affermato che la pandemic fatigue «evolve gradualmente nel tempo ed è influenzata dall'ambiente culturale, sociale, strutturale e legislativo».

Questo tipo di affaticamento non è unico per le precauzioni pandemiche appena citate. Con tutti i tipi di cambiamenti comportamentali legati alla salute, tra cui il diminuire dell'attività fisica, il mantenimento di un'alimentazione sana e così via, almeno la metà delle persone è ricaduta in pochi mesi. Anzi si stima che tale stanchezza e tristezza in alcuni casi abbia raggiunto più del 60% della popolazione.

Ripensa all'inizio di marzo. Quasi tutti noi italiani eravamo sotto ordine di restare a casa. L’Italia stava vivendo dai 500 ai mille morti per Covid-19 al giorno e nuovi casi di questa malattia "sconosciuta" stavano spuntando in tutto il Paese.

I timori del Coronavirus portavano le persone ad ordinare beni di prima necessità o si affrettavano nei negozi il più velocemente possibile, evitando tutti. Non solo, ma quando sono tornati a casa, le persone magari asciugavano la spesa, lavavano vigorosamente le mani e forse hanno anche fatto una doccia e si sono cambiati con vestiti puliti. Oggi sempre di più la gente si è abituata a restare a casa.

 

Lavorare da casa, istruire i propri figli a distanza, la mancanza del contatto con amici e famigliari e l'impossibilità di poter piangere i propri cari - sono tutte sfide che dobbiamo superare. Ma non possiamo arrenderci. Non dobbiamo arrenderci.

Tedros Adhanom Ghebreyesus - direttore generale dell'OMS.

 

Sfiducia, stanchezza, ansia, incertezza e demotivazione sono solo alcuni dei sintomi della pandemic fatigue. Nella prima fase di emergenza sanitaria è stato più facile far fronte alle difficoltà, ma ora dopo aver riassaporato un po' di "normalità" durante l'estate, tutto ciò diventa più difficile. Così oggi, la maggior parte di noi si trova sconfortata e smarrita, da spingerci a non essere più reattivi. 

 

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2. I consigli dell'OMS ai Governi e alla popolazione

L'Organizzazione Mondiale della Sanità attraverso un evento virtuale, Europe’s Insights Unit, e in seguito ad un sondaggio in cui ha testato l’emotività degli abitanti europei ospiterà, ha discusso strategie, principi e migliori pratiche per contrastare l'affaticamento pandemico e riaccendere il sostegno pubblico per il mantenimento di comportamenti protettivi.

In poche parole, il documento dell’OMS mira a sostenere in particolare le Istituzioni e i Governi a dare dei consigli alla popolazione. Su richiesta degli Stati membri europei, ha stilato una sorta di vademecum per supportare gli sforzi alle misure di prevenzione da Covid-19:

  • comprendere il disagio delle persone;
  • regole e misure chiare, semplici e incisive per consentire la vita normale, con spiegazioni efficaci e dati per mostrare l’efficacia;
  • promuovere la fiducia di sconfiggere insieme il virus;
  • dare risposte ai bisogni della propria popolazione;
  • coinvolgere le comunità nella ricerca di soluzioni e decisioni.

Nel frattempo, ai cittadini europei è richiesto di:

  • rispettare le regole e non abbassare la guardia
  • Essere positivi;
  • Dare vita ad attività di spensieratezza, come leggere, ascoltare musica, cucinare, passeggiare, fare attività motoria rispettando le normative e così via. 

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È importante, ora più che mai, che i casi tornano ad aumentare e che ci avviciniamo alle festività natalizie, prestare attenzione alla nostra salute e a quella degli altri. Piccoli gesti e piccole raccomandazioni da seguire possono migliorare la nostra salute.

 

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