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11' di lettura

Il disturbo dello spettro autistico (ASD) è caratterizzato da una gamma di sintomi variabili per grado e diversi per ciascuna persona. In generale, il disturbo dello spettro autistico influenza il modo in cui una persona agisce, si esprime, comunica con l’esterno.

Per chiarire al meglio la diagnosi del disturbo dello spettro autistico, il DSM-5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) distingue 3 livelli di autismo in funzione delle manifestazioni, dell’impatto sulla persona e della necessità di supporto richiesto.

In questo articolo, prenderemo in esame il livello 1, quindi quello con cui viene definito più semplicemente l’autismo lieve. In particolare, affrontiamo i seguenti aspetti:

 

1  Cosa si intende per autismo lieve
2  Quali sono le caratteristiche dell’autismo lieve?
3  Come si diagnostica l’autismo lieve?
4  L’autismo lieve a scuola
5  L’autismo lieve negli adulti
6  Come si interviene in caso di autismo leve

1. Cosa si intende per autismo lieve

Il disturbo dello spettro autistico di livello 1 è la forma di autismo definita anche "ad alto funzionamento". Infatti, le persone con tale disturbo possono essere in grado di parlare con frasi complete e di comunicare, ma hanno difficoltà a sostenere conversazioni più articolate. I soggetti con autismo lieve potrebbero anche avere difficoltà a passare da un’attività ad un’altra oppure a cimentarsi con cose nuove (fare una nuova esperienza, entrare in un nuovo ambiente, conoscere nuove persone, svolgere una attività mai fatta prima). Inoltre, potrebbero avere problemi con l'organizzazione e la pianificazione, il che può limitare la loro indipendenza.
Inoltre, i soggetti che in passato hanno ricevuto la diagnosi della sindrome di Asperger sono ora identificati come affetti da autismo di livello 1.

 

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2. Quali sono le caratteristiche dell’autismo lieve?

Gli individui con autismo di livello 1, senza un supporto adeguato, mostrano notevoli difficoltà nella comunicazione sociale. I comportamenti comuni negli individui con autismo di livello 1 includono:

  • scarsa flessibilità nel comportamento e nel pensiero;
  • difficoltà a passare da un'attività all'altra;
  • problemi con il funzionamento esecutivo (processo che consente di programmare e svolgere attività quotidiane) che ostacolano l'indipendenza;
  • difficoltà ad avviare interazioni sociali e a mantenerle.

     

Di conseguenza, può essere difficile fare amicizia, soprattutto senza il giusto supporto.

La persona può anche:

  • sentire il bisogno di attuare rigidi modelli comportamentali;
  • provare un disagio in caso di situazioni nuove, come un cambio di ambiente;
  • avere bisogno di aiuto con l'organizzazione e la pianificazione.

Per approfondire le diverse forme di autismo ti consigliamo di leggere l'articolo dedicato.

 

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3. Come si diagnostica l’autismo lieve?

Una diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico è importante per portare a un intervento tempestivo nei bambini, migliorando così il loro adattamento e la loro capacità di relazione sociale.
Il processo diagnostico dovrebbe iniziare con uno screening precoce dei segnali che possono indicare una problematica comportamentale e relazionale.

Successivamente la diagnosi deve essere effettuata da un team di specialisti (psicologo, psichiatra, neuropsichiatra infantile, pediatra) attraverso la valutazione clinica e l’applicazione di misurazioni (es. scale di valutazione e questionari) che consentono di confermare in modo oggettivo la presenza di un disturbo dello spettro autistico ed il relativo livello.

Attualmente sono disponibili diversi strumenti di screening specifici per l'autismo pensati per essere utilizzati anche nei bambini più piccoli (24 mesi). Tra questi vi sono:

  • Checklist for Autism in Toddlers (CHAT);
  • Pervasive Developmental Disorders Screening Test (PDDST);
  • Screening Tool for Autism in Two year olds (STAT);
  • Checklist for Autism in Toddlers-23 (CHAT-23);
  • Checklist modificata per l'autismo nei bambini piccoli (M-CHAT).

 

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Si tratta di questionari che vengono compilati anche con l'aiuto dei genitori, per comprendere più a fondo il comportamento del bambino in diverse situazioni. Sono indicati anche per età differenti del bambino, infatti ad esempio l'M-CHAT è più idoneo per i più piccoli (18 mesi), mentre il test PDDST si applica nei bambini tra i 18 e i 48 mesi. Differiscono nel numero e nella formulazione delle domande e per il meccanismo con cui viene calcolato il punteggio complessivo che suggerisce o meno la presenza di autismo, per questo motivo si tratta di test che vengono effettuati sotto la guida del personale sanitario preparato.

È quindi sulla base di molteplici valutazioni che gli specialisti potranno distinguere il livello di disturbo dello spettro autistico secondo il grado di difficoltà di una persona nell’area della comunicazione sociale e delle abilità sociali e per la presenza di comportamenti limitati o ripetitivi.

 

4. L’autismo lieve a scuola

Sebbene i bambini con autismo lieve abbiano un buon livello intellettivo è importante che insegnanti ed educatori pongano attenzione all’osservazione del loro comportamento, del modo con cui interagiscono con i compagni e agli interessi che mostrano.

Questi bambini possono avere più difficoltà nella comprensione del pensiero astratto (comprensione del testo, organizzazione del compito, agilità nel pensare…). È quindi molto importante la concretezza, limitando l’uso delle parole, affinché una informazione venga compresa pienamente.

Serve quindi proporre esempi, schemi, immagini ed attività pratiche, sfruttando anche la buona memoria che questi bambini dimostrano. Le insegnanti inoltre devono proporre compiti, lezioni e attività che corrispondano agli interessi del bambino, seguendo quanto più possibile il programma didattico. Anche l’attività motoria è molto importante per migliorare la coordinazione e favorire l’interazione con i compagni, dal momento che questi bambini non cercano spontaneamente la relazione con l’altro.

Infine, i bambini con autismo lieve devono inoltre essere guidati nell’acquisizione di nuove modalità di comunicazione e di conversazione, nonché nel chiedere aiuto quando necessario. Vanno anche accompagnati nel comprendere le regole della vita sociale della classe, nel partecipare ai momenti di gioco e delle attività di gruppo.

 

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5. L’autismo lieve negli adulti

Nel DSM-5 viene riportato che i sintomi riconducibili all’autismo debbano aver avuto un esordio nella prima infanzia ma evidenzia anche che vi è una interazione tra i deficit comportamentali e l’età dell’individuo e che essa rende più o meno evidenti difficoltà e sintomi. Per questo motivo, l’autismo nella forma lieve in particolare può essere scoperto e riconosciuto anche in età adulta.

Nell’adulto con autismo lieve si riscontra in particolare una problematicità nel comprendere i pensieri o i sentimenti degli altri, rendendo così difficile stabilire relazioni ed amicizie, nonostante abbiano interesse a creare rapporti interpersonali.

Questa difficoltà può determinare un isolamento (non voluto) dalla persona con autismo che può favorire la comparsa di sintomi depressivi. In tal senso, l’adolescenza è un periodo estremamente delicato nei soggetti con autismo lieve e pertanto vanno seguiti adeguatamente.

Anche in età adulta, si manifesta un comportamento incline ad avere delle routine fisse, a pianificare le attività prima di svolgerle. La capacità di problem solving e di giudizio può non essere particolarmente sviluppata, causando forte stress, ad esempio in determinati momenti di cambiamento che fanno parte della vita e della crescita.

 

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6. Come si interviene in caso di autismo lieve

La misurazione del livello di autismo (sia alla diagnosi sia nel tempo) contribuisce a definire la strategia di trattamento migliore nonché il processo prognostico.

L’approccio che attualmente risulta maggiormente efficace è l’intervento psicoeducativo.
Le persone con autismo di livello 1 dovrebbero quindi seguire una terapia comportamentale come quella basata sul Metodo ABA, Applied Behavior Analysis (Analisi Comportamentale Applicata).
Tale metodo è stato inserito anche all’interno della linea guida 21 pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità, relativamente al trattamento per l’autismo. Si tratta di un percorso che analizza il comportamento della persona in diversi contesti (famiglia, scuola, comunità) per capire come migliorare la relazione, la comunicazione in modo che possa acquisire comportamenti positivi e duraturi che altrimenti non sarebbero altrimenti in grado di sviluppare.

Si ispira al programma TEACCH (Treatment and Education of Autistic and Related Communication Handicapped Children) che si pone come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita del bambino, favorendo lo sviluppo del maggiore livello possibile di autonomia. Secondo le evidenze attuali, il programma TEACCH consente di potenziare le abilità motorie, le capacità cognitive, la relazione sociale e la comunicazione in bambini con disturbi dello spettro autistico.

La terapia dello sviluppo o la terapia del gioco, che si concentrano sulla crescita emotiva, sulla comunicazione e sull'interattività, rappresentano un altrettanto valido supporto per i pazienti con autismo lieve.

Naturalmente sarà il team multidisciplinare di esperti che definirà il percorso più adatto per ogni singola persona in funzione delle caratteristiche del disturbo dello spettro autistico, dello stato di salute, del contesto famigliare e sociale. Affidarsi quindi ad un centro specializzato nella gestione del disturbo dello spettro autistico, anche di livello 1, è sicuramente fondamentale.

Fonti
  1. Masi A, Demayo MM, Glozier N, et al. An overview of autism spectrum disorder, heterogeneity and treatment options.Neurosci Bull. 2017 Feb;33(2):183-193.
  2. Petrocchi S, Levante A, Lecciso F. Systematic Review of Level 1 and Level 2 Screening Tools for Autism Spectrum Disorders in Toddlers. Brain Sci. 2020 Mar 19;10(3):180.
  3. Dumont-Mathieu T, Fein D. Screening for autism in young children: The Modified Checklist for Autism in Toddlers (M-CHAT) and other measures. Ment Retard Dev Disabil Res Rev. 2005;11(3):253-62.
  4. Lafasakis M, Sturmey P. Training parent implementation of discrete-trial teaching: effects on generalization of parent teaching and child correct responding. J Appl Behav Anal. 2007;40(4):685-689.
  5. Linee di indirizzo per i disturbi dello spettro autistico (ASD). Ministero della Salute (Ultimo accesso 22.03.2022)
  6. Linee guida ASD Adulti, Bambini e Adolescenti. Ministero della Salute (Ultimo accesso 22.03.2022).
  7. Signs of autism in adults. NHS, 2019 (Ultimo accesso 22.03.2022).



Chiara Mossali
Autore

Chiara Mossali

Medical writer e consulente in ambito healthcare. Laureata in Biotecnologie. Esperienza nell’ambito della ricerca di laboratorio e nella ricerca clinica. Da circa 10 anni mi occupo di comunicazione e consulenza nel settore healthcare curando progetti e contenuti per medici e pazienti.

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