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Il melanoma è un tumore che origina dai melanociti, cellule che sono normalmente presenti nello strato basale dell’epidermide, nei bulbi piliferi, nel derma e più raramente nelle mucose, nell’occhio e nelle meningi. 

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Si tratta di uno dei principali tumori che insorge in giovane età; in termini di incidenza, nella popolazione italiana costituisce il secondo tumore più frequente negli uomini sotto i 50 anni e il terzo più frequente nelle donne sotto i 50 anni

Nell’Unione Europea, invece, l’incidenza di melanoma è di 9 casi/100.000 per anno e tende ad aumentare con la latitudine, con maggiore prevalenza nelle popolazioni con scarsa pigmentazione (12-17 casi/100.000 per anno) rispetto a quelle dei paesi mediterranei (3-5 casi/100.000 per anno).

I fattori di rischio per l'insorgenza del melanoma

I principali fattori di rischio per il melanoma includono: il numero di nevi comuni e atipici, le caratteristiche fenotipiche, la storia familiare o personale di melanoma e/o carcinomi e lesioni precancerose e il pattern di esposizione alle radiazioni ultraviolette.

 

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I fattori di rischio si dividono in fattori di rischio endogeni e fattori di rischio esogeni. Nello specifico:

Fattori di rischio endogeni:

  1. Numero di nevi >50
  2. Presenza si nevi atipici
  3. Fototipo I o II sec. Fitzpatrick
  4. Familiarità (parenti di primo grado)

Fattori di rischio esogeni:

  1. Esposizione UV:  l’esposizione al sole è da sempre considerata un fattore causale per il melanoma insieme a fattori genetici. Da alcune revisioni emerge una relazione tra il tipo di esposizione ai raggi solari, l’età ed il rischio di sviluppare un melanoma. L’esposizione intermittente e prolungata sembra svolgere un ruolo maggiore rispetto all’età in cui ci si espone al sole, anche se l’esposizione in età infantile/adolescenziale determina un maggior rischio rispetto all’età più avanzata.

Il melanoma: tra prevenzione primaria e prevenzione secondaria

La prevenzione primaria si basa sulla corretta esposizione alla luce solare. L’uso delle creme solari protettive ad elevato potere schermante e, comunque, adatte al proprio foto-tipo può ridurre il rischio di melanoma prevenendo i danni acuti e cronici.

La prevenzione secondaria si basa sulla diagnosi precoce delle lesioni melanocitarie atipiche. L’identificazione precoce del melanoma è facilitata dal fatto che, trattandosi di una malattia cutanea, è frequentemente esposta alla vista del paziente stesso e delle altre persone.

Una capillare campagna d’informazione attraverso i mezzi di massa e l’educazione sanitaria scolastica potrebbero consentire nel tempo, se non una autodiagnosi, quanto meno un più preciso riconoscimento delle lesioni pigmentate sospette da sottoporre ad esame medico specialistico.

Attualmente la maggior parte dei melanomi viene diagnosticata in una fase clinica molto precoce con elevate probabilità di guarigione; questo risultato è stato ottenuto grazie ad una buona sensibilizzazione della comunità medica e della popolazione. Al miglioramento diagnostico molto ha contribuito l’introduzione nella pratica clinica della dermatoscopia

La stadiazione: come classificare il melanoma

La stadiazione del melanoma dovrebbe essere valutata impiegando la classificazione TNM come descritta dall’ultima revisione dell’American Joint Committee on Cancer, 8° edizione. Questa classificazione prevede di identificare le caratteristiche complessive della malattia:

- Tumore primitivo (T)

- Stato Linfonodale (N)

- Presenza o meno di metastasi a distanza (M)

Le caratteristiche più importanti da un punto di vista prognostico nel tumore primitivo sono lo spessore della neoplasia  (in mm secondo Breslow) e la presenza o meno di ulcerazione.

La terapia: il melanoma si può curare?

Il trattamento del melanoma nelle prime fasi della malattia è prettamente chirurgico e ha lo scopo di rimuovere radicalmente il tumore ed eseguire la valutazione dello stato linfonodale mediante la metodica della biopsia del linfonodo sentinella.

I trattamenti successivi non possono prescindere da un approccio Multidisciplinare di tutte le competenze in campo: Chirurgo Oncologo, Oncologo Medico, Anatomo Patologo, Oncologo Sperimentale.

La disponibilità di innovative molecole per la terapia medica, terapie Target ed Immunoterapie ha consentito un cambiamento radicale nel trattamento di questa patologia, favorendo un controllo anche degli stadi avanzati, impensabile fino a pochi anni fa.

Le stesse molecole si stanno attualmente sperimentando anche in chiave adiuvante per prevenire ricadute nei pazienti ad elevato rischio.

La parola all'esperto

“Il Melanoma è una malattia aggressiva che necessita di una trattamento ultraspecialistico e integrato".

Commenta il Dr. Mario Santinami, Responsabile dell’Unità Complessa di Melanoma e Sarcoma della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di  Milano. Negli ultimi anni, il Dr. Santinami ha partecipato in qualità di Investigator a numerosi protocolli di ricerca Nazionali e Internazionali sulla Patologia.

A tal proposito, il Dr. Santinami spiega che

“la scelta di una terapia efficace, un approccio multidisciplinare, una chirurgia adeguata e la centralizzazione dei pazienti in centri oncologici di riferimento sono i punti cardine per garantire un miglior livello di cura”.

I dati della letteratura scientifica parlano chiaro. Numerosi sono gli studi che dimostrano che un approccio chirurgico adeguato in combinazione con trattamenti medici integrati, garantisce una sopravvivenza nettamente superiore rispetto al passato.  Inoltre, numerosi trials sperimentali sono attivi presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di  Milano, potendo garantire  per i pazienti opzioni terapeutiche innovative. 

 

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In collaborazione con il Dr. Mario Santinami 

Responsabile dell’Unità Complessa di Melanoma e Sarcoma - Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di  Milano


Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
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Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori

La Fondazione IRCCS - Istituto Nazionale dei Tumori (INT) - è un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico fondato nel 1928. L’inscindibilità, la reciprocità e il continuum funzionale tra clinica e ricerca garantiscono all’Istituto la qualifica di “Comprehensive Cancer Center”, secondo quanto stabilito dall’Organizzazione Europea degli Istituti Oncologici (OECI). L'Istituto Nazionale dei Tumori (INT) è affiliato alle principali organizzazioni internazionali per la ricerca e cura del cancro (OECI, UICC, WIN, EORTC), ed è membro della rete «Cancer Core Europe» formata dai 7 principali European Cancer Center. Dal punto di vista scientifico si conferma, in ambito della cura e ricerca sui tumori, come centro di riferimento nazionale e internazionale, sia per i tumori a maggior incidenza che per quelli rari, sia nell’adulto che per l’età pediatrica e adolescenziale.

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