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8' di lettura

A febbraio avevamo parlato della campagna di sensibilizzazione “Chemio: se posso la evito” promossa da Europa Donna Italia per richiedere l'inserimento del test genomico nel percorso di cura del tumore al seno affinché sia gratuito in tutte le Regioni e non solo in Lombardia, Toscana e nella Provincia Autonoma di Bolzano. 

 

Ogni anno, nel nostro Paese, 8 mila donne con carcinoma mammario vengono sottoposte alla chemioterapia, anche quando si potrebbe evitare. Per alcuni tipi di tumore, infatti, la chemioterapia può salvare la vita. In altri casi, invece, può essere evitata grazie ai test genomici che permettono di capire quando è possibile farne a meno.  Qui per sapere come funzionano.

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A quasi tre mesi dall’istituzione dell’apposito fondo nazionale di 20 milioni di euro destinato al rimborso delle spese per l'acquisto dei test da parte degli ospedali, i test genomici per il carcinoma mammario non sono ancora disponibili gratuitamente in tutta Italia. Questo perché il fondo non potrà essere utilizzato dalle Regioni finché il Ministero della Salute non emanerà un decreto attuativo. 

Da qui l’idea di una campagna social, attiva dal 22 gennaio, che tra video, hashtag e condivisioni ha invitato persone e professionisti a sottoscrivere la petizione online da inviare al Ministero.

Inoltre, hanno aderito a questa iniziativa Società Scientifiche e Associazioni tra cui: AIOM, Cittadinanzattiva, EURAMA, Fondazione Insieme Contro il Cancro, Fondazione ONDA, Fondazione The Bridge, Komen, IncontraDonna, LILT, Senonetwork e SIAPEC.

 

I risultati raggiunti

 

I principali risultati dell’iniziativa sono stati presentati durante la conferenza stampa virtuale del 18 marzo alla quale hanno partecipato Rosanna D'Antona, Presidente di Europa Donna Italia, Vito De Filippo, Francesco Cognetti, Carlo Alberto Tondini e, come moderatore, il giornalista Mauro Boldrini.
In poco più di due mesi sono state raccolte oltre 15.000 firme alla petizione on line che verranno fatte recapitare al Ministero della Salute per sollecitarlo a emanare il decreto attuativo di cui abbiamo parlato sopra.

Sono poi stati raggiunti oltre 564 mila utenti attraverso un’intensa attività sui principali social network. Tale successo conferma quindi quanto sia necessario promuovere una personalizzazione delle cure, soprattutto quando questa riguarda una neoplasia così fortemente diffusa. 

Solo nel 2020 sono stati registrati oltre 55mila nuovi casi di tumore al seno e più di 12mila decessi. Dati che risultano in costante crescita, motivo per cui non è più possibile procrastinare questa decisione.

 

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Personalmente, nella pratica clinica quotidiana, mi trovo in difficoltà a dire ad una donna malata che a causa di un problema burocratico deve pagarsi il test. È una situazione non più tollerabile e che deve cambiare al più presto in tutta la Penisola.

 

Prof. Francesco Cognetti, Presidente di Insieme Contro il Cancro e di Foce ConFederazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi 

 

Inoltre, come ha affermato Carlo Tondini, durante la conferenza stampa, questi esami non hanno solo effetti positivi sulla qualità di vita dei pazienti ma sono anche un importante fattore di risparmio per i conti pubblici

Infatti, nello studio BONDX, condotto in Regione Lombardia su 400 pazienti, è stato dimostrato come l’uso di due test, da 2.000 euro ciascuno, abbia evitato una chemioterapia dal costo di 7.000 euro.

 

Il risparmio diretto sulla spesa farmaceutica regionale ammonta a circa 3.000 euro per paziente a cui vanno aggiunti i costi indiretti per malati e caregiver. Abbiamo, inoltre, evitato ad una donna di essere sottoposta ad una chemioterapia, dopo l’intervento chirurgico, e preservato così la sua qualità di vita evitando effetti collaterali. 

 

Prof. Carlo Tondini, Direttore Oncologia Medica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

 

Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia, tenendo comunque in considerazione le difficoltà che il Governo sta affrontando a causa del Covid-19, ci tiene a sottolineare come il sostegno ottenuto da pazienti, caregiver, clinici e cittadini sia una chiara testimonianza di quanto sia importante che il Ministero della Salute intervenga in modo diretto e immediato su questa tematica:

Ringraziamo il Governo e il Parlamento per quanto fatto finora. Bisogna però al più presto emanare il provvedimento che renda effettivamente utilizzabili i test genomici senza costi per le donne.

Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia

 

Non ci resta che attendere la risposta del Ministero della salute. Noi della redazione di Ihealthyou ti terremo costantemente aggiornato sull'evolversi della situazione.

Nel mentre, se vuoi scoprire le prossime iniziative di Europa Donna Italia, clicca questo link e visita il sito ufficiale! 


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