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La sifilide congenita è una grave malattia venerea che la madre può trasmettere al feto durante gravidanza. Si tratta di un’infezione facilmente curabile, ma se non diagnosticata può mettere a rischio la gravidanza e causare danni a gestante e bambino/a. Nell’articolo tutto ciò che serve sapere per riconoscere, prevenire e curare la sifilide congenita

Indice

  1. Sifilide congenita: che cos’è?
  2. Come si manifesta la sifilide congenita nel neonato?
  3. Quali sono i rischi associati alla sifilide congenita?
  4. Diagnosi della sifilide congenita: come accertare l’infezione?
  5. Trattamento della sifilide congenita: curare l’infezione e proteggere il bambino
  6. Prevenzione: come proteggere i futuri genitori e i bambini dalla sifilide?
  7. Impatto della sifilide congenita: conseguenze a lungo termine

Sifilide concetto

1. Sifilide congenita: che cos’è?

La sifilide congenita è una grave malattia infettiva che può essere trasferita al feto da una gestante infetta o che si infetta durante la gravidanza. Il batterio può facilmente trasmettersi al feto attraversando la barriera placentare in ogni fase della gravidanza, ma questo accade più frequentemente nel terzo trimestre.

Si stima che la sifilide rappresenti una severa complicazione per circa un milione di gravidanze nel mondo ogni anno. A causarla è il Treponema pallidum, un batterio, che si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti, in grado di diffondersi nell’organismo.1,2

2. Come si manifesta la sifilide congenita nel neonato?

I segni e i sintomi della sifilide congenita nel neonato dopo il parto sono o possono essere:

  • deformità ossee;
  • anemia severa;
  • rinite resistente ai trattamenti;
  • fegato e milza ingrossati;
  • ittero, ovvero colorazione giallastra degli occhi e della pelle;
  • danni neurologici importanti, tra cui cecità o sordità;
  • idrocefalo (accumulo di liquido cerebrale);
  • diabete insipido;
  • miocardite (infiammazione del cuore);
  • crisi epilettiche;
  • malattie oculari tra cui cataratta, glaucoma;
  • meningite;
  • eruzioni cutanee caratterizzate dalla comparsa di piccole papule rosate soprattutto a carico di mani, piedi, schiena e natiche. 

Questi sintomi possono non essere presenti alla nascita, ma manifestarsi nelle prime settimane dopo il parto aggravandosi nel tempo.1,2 

3. Quali sono i rischi associati alla sifilide congenita?

Il principale fattore di rischio è determinato dalla mancata diagnosi della malattia in gravidanza, nociva per la salute di madre e feto. In questi casi l’infezione non curata può compromettere la gestazione stessa. Tra le possibili complicazioni della sifilide congenita si annoverano:

  • morte fetale;
  • aborto spontaneo;
  • parto pretermine;
  • basso peso alla nascita;
  • morte subito dopo il parto o sopravvivenza con gravi malformazioni e anomalie.1,2

4. Diagnosi della sifilide congenita: come accertare l’infezione?

Per diagnosticare la sifilide congenita nel bambino prima o dopo il parto, servono diversi passaggi:

  • test del sangue materno per individuare gli anticorpi anti Treponema pallidum, il batterio infettivo della sifilide;
  • ecografie durante la gravidanza per rilevare anomalie nello sviluppo del feto, compatibili con una sifilide congenita;
  • esami del sangue nel neonato dopo il parto, per capire se ha contratto l’infezione in seguito ad un esame positivo materno anche nel caso in cui l’infezione sia stata curata durante la gestazione. Questo test può risultare problematico, perché gli anticorpi materni possono trasmettersi al feto prima del parto, e ciò complicare la diagnosi;
  • esame fisico alla ricerca di eventuali segni e sintomi della malattia nel neonato dopo la nascita;
  • altri esami nel neonato, come l’analisi del liquido spinale tramite puntura lombare, o radiografie.2

Sifilide-mano-bambino-genitore

5. Trattamento della sifilide congenita: curare l’infezione e proteggere il bambino

Il trattamento della sifilide congenita prevede una terapia antibiotica, dal momento che si tratta di un’infezione batterica. Il farmaco raccomandato sia per la madre in gravidanza, che per curare il neonato dopo il parto, è la penicillina G, da somministrare per via endovenosa per un massimo di 10 giorni. In caso di allergia alle penicilline, la sifilide congenita neonatale può essere curata con il ceftriaxone somministrato per via endovenosa sempre per un massimo di 10 giorni. 

Questo antibiotico del gruppo delle cefalosporine, però, non è un equivalente delle penicilline, e la sua efficacia non è comprovata, pertanto prevede un attento monitoraggio con test sierologici ripetuti per valutare se sia stato in grado di eradicare l’infezione

In generale, è comunque necessario un attento follow up  durante le cure e nel periodo successivo, anche per valutare eventuali effetti avversi e complicanze. Una di queste è la reazione di Jarisch-Herxheimer, una crisi febbrile violenta, con dolori e cefalea, che può insorgere nel primo giorno di cure per la sifilide congenita.1

6. Prevenzione: come proteggere i futuri genitori e i bambini dalla sifilide?

Il modo migliore per prevenire la sifilide congenita e proteggere genitori e nascituri è quella di praticare sesso protetto. Usando il preservativo maschile o femminile sia prima che durante la gravidanza, è infatti possibile evitare di entrare in contatto con il Treponema pallidum durante un rapporto sessuale con partner infetto/a. Nei casi dubbi, e in generale a scopo preventivo, all’inizio della gravidanza è fondamentale che la futura madre si sottoponga al test di screening per la sifilide

Effettuare il test è particolarmente importante perché la sifilide può essere del tutto asintomatica, ma non per questo meno pericolosa. In caso di positività è necessario iniziare subito il trattamento con terapia antibiotica per l’eradicazione del batterio, e sottoporre al test e alle cure anche il partner. Dopo la terapia il protocollo prevede successivi test sierologici per capire se l’infezione materna è stata superata. Analogamente, il/la neonato/a sarà sottoposto/a al test per avere la certezza che la malattia non sia stata trasmessa

Importante: aver avuto la sifilide in passato non protegge dal rischio di ammalarsi nuovamente, per questo si deve praticare sesso protetto prima e durante una gravidanza.2

7. Impatto della sifilide congenita: conseguenze a lungo termine

La sifilide congenita può avere conseguenze gravi a lungo termine. In alcuni casi il bambino può venire al mondo apparentemente sano, e mesi e anni dopo sviluppare danni neurologici causati dalla sifilide congenita, tra cui l’epilessia o il ritardo nello sviluppo mentale. Altre complicanze legate ad una sifilide congenita non riconosciuta e trattata sono o possono essere:

  • granulomi cutanei;
  • deficit visivi o uditivi;
  • ingrossamento della milza (splenomegalia);
  • insufficienza epatica;
  • ritardo nella crescita con deformità nello sviluppo dello scheletro;
  • sviluppo della sifilide terziaria o della neurosifilide da adulti. Queste condizioni comportano le manifestazioni più gravi della sifilide e possono risultare fatali.1,2

Fonti

  1. Hussain SA, Leslie SW, Vaidya R. Congenital and Maternal Syphilis. [Updated 2024 Apr 21]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK537087/
  2. Centers for Disease Control and Prevention, About Congenital Syphilis 

Dott.ssa Paola Perria
Autore

Dott.ssa Paola Perria

Giornalista e medical writer, si occupa, da oltre dieci anni, di contenuti divulgativi per il web focalizzati su sanità, alimentazione, stile di vita e benessere con un taglio inclusivo.