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3' di lettura

Nel decimo anno dell’attuale Presidenza, alla luce dei risultati ottenuti e al Premio Socrate, ricevuto il 19 febbraio 2020, Rosanna D’Antona viene rieletta alla presidenza dell'Associazione Europa Donne Italia.

In Europa Donna Italia, l'Associazione di Promozione Sociale che si batte per i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore seno, non si festeggia solo la rielezione del Presidente, ma anche il nuovo board dell'Associazione, composto da Antonella Bottazzi, Franco Campagna, Deliana Misale, Paola Mosconi, Carlo Naldoni, Rosanna D’Antona, Giovanna Maggioni, Paola Pignocchi, Loredana Pau, Laura PinnavaiaMariuccia Renne, Cinzia Sasso ed Emanuela Tavella, che assieme a D'Antona hanno ribadito gli obiettivi che Europa Donna Italia deve ancora raggiungere in termini di diritti alla tutela della salute per le donne con tumore al seno.

 

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La nuova squadra operativa e il nuovo piano strategico

Ricominciare, ma anche continuità. Sono queste le parole chiave e la filosofia che guida,dopo il lockdown, l'Associazione, fondata nel 1994 a Milano su intuizione dell’oncologo Umberto Veronesi, che ogni giorno si schiera per la prevenzione del tumore al seno e dalla parte delle donne. 

Europa Donna Italia affronta la "nuova normalità" annunciando così la nuova squadra e i nuovi obiettivi che guideranno il Movimento fino al 2022. Un team eterogeneo e variegato, che al suo interno presenta diverse figure, quali giornalisti, esperti di comunicazione e relazioni pubbliche, docenti universitari, oncologi ed ex pazienti. L'obiettivo comune? Occuparsi del diritto della prevenzione al seno e di conciliare lavoro e malattia, ma più di tutto: creare una rete in difesa delle donne.

 

Sono felice che il nuovo Board sostenga il percorso tracciato negli anni scorsi e le strategie messe in atto per raggiungere gli obiettivi di questo triennio.

Rosanna D’Antona - Presidente di Europa Donna Italia

 

Rosanna D’Antona, presidente Europa Donna Italia

 

Il motore centrale di Europa Donna Italia sono le donne, le oltre 150 Associazioni locali attive nel territorio nazionale che fanno parte della sua rete, le istituzioni e la comunità scientifica.

Per questo motivo il piano strategico fino al 2022, prevede di:

  • Rafforzare la coesione partecipativa. Come? Attraverso la condivisione della filosofia organizzativa, lo sviluppo di segni distintivi e l’offerta, la creazione e l'uso di spazi e strumenti dedicati allo scambio e all’aggiornamento reciproco; 
  • Pubblicare a settembre il "Rapporto di valorizzazione: le attività del 2019 delle associazioni italiane del tumore al seno, stilato con il supporto metodologico della società di revisione Pricewaterhouse Coopers;
  • Continuare il percorso formativo con l’Università Cattolica per le Associazioni sul management del terzo settore impegnato in senologia: “Advocacy e strumenti gestionali per chi opera in ambito salute”. Non solo ma anche tutti i diversi corsi specifici sui progressi terapeutici per il tumore metastatico, le tematiche relative alla conciliazione tumore e lavoro, le nuove frontiere della ricerca genomica e molto altro. Tali corsi hanno l'obiettivo di incrementare nelle Associazioni rappresentatività, autorevolezza e riconoscimento
L'obiettivo è: consolidare sempre di più il Movimento e le relazioni esterne, in particolare con le Associazioni del territorio, la comunità scientifica e le Istituzioni.
 
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A questo importante aspetto di coesione, il consiglio si impegna anche a raggiungere altri impegni prioritari, quali:
 
  • Attività di advocacy, ossia realizzare la Breast Unit in Italia, per diffondere in modo omogeneo i centri multidisciplinari di senologia, in tutte le Regioni italiane;
  • Informare le donne e l’opinione pubblica sull’esistenza di strutture di cura ad alta qualità;
  • Dare valore e importanza al caregiver. Come? Attraverso la messa in rete della mostra virtuale, dedicata all’importanza di questa figura, “Dammi la mano”.  
  • Riconoscere il 13 ottobre come Giornata Istituzionale per la sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico;
  • Richiedere l’ottenimento della partecipazione di rappresentanti delle associazioni ai tavoli di lavoro nazionali e regionali dedicati alla creazione dei percorsi diagnostico-terapeutici e al monitoraggio delle Breast Unit;
  • Ricostruire il gruppo di lavoro Europa Donna Parlamento.

 

 

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