Il corpo non è solo un contenitore per la mente, ma un vero e proprio protagonista del nostro benessere e, quindi, portavoce di eventuale disagio.

In psicoterapia, assume un ruolo fondamentale come strumento per comprendere e superare le difficoltà emotive soprattutto nelle psicopatologie alimentari, ansiose, traumatiche e psicosomatiche.

Esistono diverse tecniche che integrano il lavoro verbale con l'utilizzo del corpo con l'obiettivo di riconnettere mente e corpo, favorendo una migliore integrazione e un benessere più profondo. In cosa consistono queste tecniche? Perché possono aiutare

Scopriamolo assieme in questo articolo:

  1. Perché usare il corpo in psicoterapia
  2. La mindfulness
  3. Il training autogeno
Concetto connessione mente corpo

1. Perché usare il corpo in psicoterapia

Il corpo è una risorsa preziosa in psicoterapia perché

  1. attraverso di esso possiamo rivelare aspetti del nostro disagio che non sempre riusciamo a riconoscere e verbalizzare;
  2. spesso le emozioni si manifestano fisicamente prima di essere comprese razionalmente, come accade ad esempio per i sintomi fisici degli stati d'ansia. Ascoltare il corpo può essere fondamentale per comprendere appieno il proprio stato emotivo;
  3. il corpo offre un canale di espressione alternativo per chi ha difficoltà ad aprirsi verbalmente, permettendo di comunicare le proprie sensazioni e emozioni attraverso il movimento, la postura e le sensazioni fisiche.

Per questi motivi, prestare attivamente attenzione al corpo e "utilizzarlo" consapevolmente può favorire una migliore integrazione con la mente, contribuendo così a un benessere più profondo e duraturo.

Esistono diverse tecniche che integrano il lavoro verbale con l'utilizzo del corpo:

  • terapie corporee specifiche: focalizzate sul movimento, la respirazione e la consapevolezza corporea;
  • tecniche integrate in modelli non prettamente corporei: come la Mindfulness e il Training Autogeno, che aiutano a sviluppare la consapevolezza di sé e delle proprie emozioni.

Continua la lettura per scoprire di più su Mindfulness e Training autogeno.

2. La mindfulness

La mindfulness è una tecnica che sta diventando sempre più importante nel campo della psicoterapia. Si basa sulla meditazione e ha l'obiettivo di farci raggiungere una piena consapevolezza del nostro stato fisico e mentale nel momento presente.

Jon Kabat-Zinn, uno dei principali studiosi della mindfulness, la definisce come la capacità di "porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante".

In pratica, la mindfulness ci insegna a osservare i nostri pensieri, emozioni e sensazioni corporee senza identificarci con essi. Non cerchiamo di eliminarli o di cambiarli, ma semplicemente li osserviamo con curiosità e accettazione.

Esistono diversi protocolli di mindfulness che, una volta eliminati i loro aspetti spirituali e morali, possono essere utilizzati da professionisti certificati per trattare specifici malesseri o disagi psicologici.

Per esempio, pazienti con dolori cronici, stati d'ansia elevati o disturbi psicosomatici possono imparare a:

  • riconoscere i segnali del proprio corpo;
  • gestire le emozioni difficili con maggiore consapevolezza;
  • interrompere schemi mentali automatici e negativi;
  • sviluppare una maggiore compassione verso se stessi e gli altri.

Persona che fa esercizi di respirazione

3. Il training autogeno

Il training autogeno è un metodo di rilassamento corporeo ideato da Johannes Heinrich Schultz all'inizio del XX secolo. Si basa sul principio dell'unità corpo-mente, che significa che il nostro corpo e la nostra mente sono strettamente interconnessi.

Il training autogeno viene utilizzato in diversi orientamenti psicoterapeutici e in sedute di gruppo per il rilassamento. Attraverso esercizi di respiro e osservazione del proprio corpo, il soggetto può raggiungere uno stato di calma fisica e di minore interferenza di pensieri disturbanti.

Qui, i principali benefici del training autogeno:

  • Riduzione dello stress e dell'ansia
  • Regolazione delle emozioni
  • Miglioramento delle prestazioni fisiche (anche in ambito sportivo)
  • Trattamento di disturbi psicosomatici (come insonnia, gastrite nervosa, cefalea)

In entrambe le tecniche è importante considerare come sia indispensabile rivolgersi a professionisti formati e certificati che siano in grado di valutare l’effettiva utilità della tecnica ed eventuali controindicazioni. Inoltre è fondamentale avere la possibilità di affiancare il lavoro corporeo ad una elaborazione verbale, anche in gruppo, volta a elaborare i vissuti fisici e gli aspetti emotivi che possono emergere durante la pratica.

Scopri altre strategie utili per gestire l'ansia nel nostro articolo "Come combattere l'ansia: suggerimenti e strategie pratiche".


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