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12' di lettura

La celiachia può svilupparsi in qualsiasi momento della vita di una persona, ma solamente dopo l'introduzione nella dieta di frumento o altri alimenti contenenti glutine, in genere quindi a partire dai primi 6-9 mesi di età, ovvero quando avviene lo svezzamento. Per quanto riguarda l’insorgenza in età pediatrica, non è ancora noto il motivo per cui alcuni bambini sviluppano la malattia al momento dello svezzamento e altri invece si ammalano solo dopo anni di dieta contenente glutine. In ogni caso, è molto importante parlarne con il medico e testare il bambino ai primi segni di disturbo o se la celiachia affligge altri membri della famiglia. Infatti, i parenti di primo grado (genitore, fratello, figlio) di un celiaco hanno 1 possibilità su 10 di sviluppare l’enteropatia celiaca.

 Questo articolo approfondisce in particolare i diversi possibili sintomi della celiachia nei bambini.

1    Sintomi della celiachia nei bambini
2    La diagnosi di celiachia nei bambini
3    Glutine e svezzamento: il ruolo nella celiachia dei bambini

4    Dieta senza glutine a scuola

 

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1. Sintomi della celiachia nei bambini

Sono molti i bambini che hanno sintomi lievi e quindi spesso non facili da individuare, con la probabile conseguenza di arrivare a scoprire la malattia in età adulta. In questo caso i sintomi più comuni da adulti (vedere articolo dedicato) sono extra-intestinali, mentre sono intestinali seppur lievi nell’infanzia, quali ad esempio:

  • gas in eccesso;
  • dolore addominale;
  • stitichezza.

Altri bambini invece hanno sintomi più gravi e inconfondibili che portano solitamente a una diagnosi precoce, tra questi:

  • ritardo nella crescita;
  • fragilità ossea;
  • perdita di peso;
  • malattie infettive respiratorie frequenti;
  • anemia;
  • vomito e diarrea.

Fortunatamente, bambini e adolescenti in genere rispondono bene al trattamento con la dieta priva di glutine. La maggior parte dei bambini ha un netto miglioramento già dopo due settimane di dieta, tanto da raggiungere altezza, peso e densità ossea normali.

Di seguito approfondiamo i sintomi più caratteristici della celiachia nei bambini.

 

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Ritardo nella crescita

Il ritardo nella crescita dei bambini con malattia celiaca deriva principalmente da deficit nutrizionali conseguenti alla malattia stessa che, alterando e irritando la struttura intestinale, determina un malassorbimento di nutrienti. È questo che poi dà luogo a molti dei sintomi che si riscontrano, tra cui il ritardo nella crescita.
In alcuni casi molto rari, la celiachia è associata anche ad una carenza dell’ormone della crescita (GH), situazione in cui non sarà sufficiente l’eliminazione del glutine per la ripresa di una crescita fisiologica, ma si renderà necessario anche un trattamento ad hoc.

 

Fragilità ossea, malattie infettive respiratorie frequenti e anemia

I pazienti affetti da celiachia hanno solitamente anche anemia, nonché carenza di Calcio, Vitamina D, Vitamina B6, Vitamina B12. Queste carenze, dovute al malassorbimento intestinale dei nutrienti, hanno moltissime conseguenze sulla salute generale. La mancanza di Calcio e Vitamina D è tra i responsabili della fragilità ossea, ovvero la maggiore predisposizione alla rottura delle ossa in seguito a traumi anche di lieve entità. Allo stesso tempo la Vitamina D influisce su molti altri processi fisiologici e la sua carenza è anche associata a una predisposizione a contrarre malattie infettive respiratorie ricorrenti.
Invece il mancato assorbimento a livello intestinale del Ferro e delle Vitamine del gruppo B comporta uno stato di anemia che può determinare stanchezza cronica, irritabilità e malessere.

 

Perdita di peso

La perdita di peso in associazione all’enteropatia celiaca è un sintomo frequente sebbene aspecifico. Questa si verifica solitamente in conseguenza della sintomatologia gastrointestinale, ovvero diarrea, nausea, vomito o dolori addominali. I bambini affetti da questi sintomi spesso perdono l’appetito e sperimentano quindi una perdita di peso a cui è fondamentale prestare la massima attenzione. Infatti, se già la malattia celiaca induce un malassorbimento, ridurre ulteriormente l’apporto di nutrienti può comportare gravi carenze nutrizionali e tutte le conseguenze connesse.

 

Vomito e diarrea

Vomito e diarrea sono tra i sintomi più evidenti di malattia, che spesso portano alla diagnosi precoce di celiachia nella prima infanzia. Già in età scolare si rileva un’incidenza di questi sintomi molto più bassa. In sostanza coloro che presentavano questa sintomatologia hanno già ricevuto la diagnosi, mentre chi ancora non l’ha ricevuta mostra generalmente una sintomatologia più sfumata.

 

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2. La diagnosi di celiachia nei bambini

Il protocollo per la diagnosi di celiachia è leggermente diverso per i bambini sotto i 24 mesi rispetto a quello previsto per gli adulti. Nel 2015 il Ministero della Salute ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale le linee guida per la diagnosi e il follow-up della celiachia. Se l’indicazione per la diagnosi nell’adulto è rimasta invariata con l’obbligatorietà della duodenoscopia con biopsia intestinale, è invece stata modificata la diagnosi nel bambino sotto i due anni di età per il quale la biopsia non è più prevista.

Per questa fascia di età sarà infatti sufficiente che sia presente nelle analisi del sangue un livello di anticorpi anti-transglutaminasi superiore a 10 volte il valore di normalità in abbinamento a sintomi suggestivi di celiachia. Si tratta di anticorpi che vengono prodotti dall'organismo quando viene a contatto, a livello intestinale, con il glutine. Tali anticorpi attaccano i villi intestinali danneggiandoli e causando i disturbi a livello intestinale.

Nei più piccoli, oltre alla gastroscopia con biopsia, non è più necessario neanche effettuare il test di predisposizione genetica allo sviluppo di enteropatia celiaca (DQ2/8+).

 

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3. Glutine e svezzamento: il ruolo nella celiachia dei bambini

Il momento dello svezzamento di un neonato è estremamente delicato per moltissimi motivi, tra questi anche la possibile insorgenza di patologie legate all’alimentazione, come la celiachia. Risulta di fondamentale importanza che un genitore, nel momento dell’introduzione di cereali e frumento nella dieta del bambino, faccia la massima attenzione nel notare qualsiasi eventuale sintomo più o meno evidente nel bambino. Questo non deve però spaventare il genitore che si trovi nella condizione di iniziare lo svezzamento, ma solamente renderlo consapevole. Lo svezzamento deve essere condotto introducendo tutti i cibi previsti nella dieta assegnata dal pediatra; sarà poi la sintomatologia a condurre a un eventuale processo diagnostico.
Un’attenzione particolare dovrebbe essere adottata da coloro che abbiano in famiglia persone affette da celiachia, in quanto le probabilità che il bambino sia anch’esso celiaco salgono al 10% rispetto a un’incidenza di 1 su 100 nella popolazione generale.

 

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4. Dieta senza glutine a scuola

Gli istituti scolastici hanno l’obbligo di prevedere la possibilità di richiedere una dieta specifica per il bambino celiaco, a fronte della presentazione della certificazione medica che attesti la diagnosi nel rispetto della Legge Quadro 123 del 2005. È fondamentale in ogni caso accertarsi che la scuola e il personale addetto alla cucina e alla cura del piccolo siano correttamente informati delle sue specifiche necessità. È inoltre previsto dalla suddetta Legge che, per evitare contaminazioni, i bambini celiaci siano separati dagli altri nel momento del pasto e che ciò avvenga sotto la supervisione di personale addetto. Il rigore nella dieta senza glutine è l’unico strumento di gestione della malattia celiaca, ovvero l’unico modo per prevenire l’insorgenza di complicanze.



Fonti

1    Sahin Y. Celiac disease in children: A review of the literature. World J Clin Pediatr. 2021;10(4):53-71. Published 2021 Jul 9. doi:10.5409/wjcp.v10.i4.53
2    https://www.epicentro.iss.it/celiachia/  (Ultimo accesso 10/01/2022)
3    Corazza GR, Gasbarrini G. Coeliac disease in adults. Baillieres Clin Gastroenterol. 1995 Jun;9(2):329-50. doi: 10.1016/0950-3528(95)90034-9. PMID: 7549030.
4    Tye-Din JA, Galipeau HJ, Agardh D. Celiac Disease: A Review of Current Concepts in Pathogenesis, Prevention, and Novel Therapies. Front Pediatr. 2018;6:350. Published 2018 Nov 21.
5    Husby S, Koletzko S, Korponay-Szabó I, Kurppa K, Mearin ML, Ribes-Koninckx C, Shamir R, Troncone R, Auricchio R, Castillejo G, Christensen R, Dolinsek J, Gillett P, Hróbjartsson A, Koltai T, Maki M, Nielsen SM, Popp A, Størdal K, Werkstetter K, Wessels M. European Society Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition Guidelines for Diagnosing Coeliac Disease 2020. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2020 Jan;70:141-156.
6    Silano M, Agostoni C, Sanz Y, Guandalini S. Infant feeding and risk of developing celiac disease: a systematic review. BMJ Open. 2016 Jan 25;6:e009163
7    https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3025_allegato.pdf  (Ultimo accesso 10/01/2022)
8    https://www.parlamento.it/parlam/leggi/05123l.htm  (Ultimo accesso 10/01/2022)

 


Chiara Mossali
Autore

Chiara Mossali

Medical writer e consulente in ambito healthcare. Laureata in Biotecnologie. Esperienza nell’ambito della ricerca di laboratorio e nella ricerca clinica. Da circa 10 anni mi occupo di comunicazione e consulenza nel settore healthcare curando progetti e contenuti per medici e pazienti.

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