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10' di lettura

La celiachia è una malattia cronica autoimmune scatenata dall’assunzione di glutine in soggetti predisposti. La mucosa intestinale viene irritata e attaccata dal sistema immunitario dei pazienti celiaci, i villi vengono danneggiati e appiattiti determinando una maggiore permeabilità intestinale. Questo porta a uno stato infiammatorio cronico che provoca malassorbimento di nutrienti e può predisporre allo sviluppo di altre patologie come osteoporosi, adenocarcinoma intestinale e linfoma non Hodgkin.

Proprio perchè è coinvolto il sistema immunitario, la diagnosi di celiachia si esegue cercando la presenza nel sangue di alcuni specifici anticorpi che vengono prodotti dall'organismo come reazione alla presenza del glutine a livello intestinale. Tali anticorpi sono quindi il segnale della presenza di malattia celiaca.

In questo articolo cerchiamo di capire meglio il ruolo degli anticorpi nei pazienti con celiachia.

1    Perchè vengono prodotti specifici anticorpi in caso di celiachia?
2    Quali sono gli anticorpi presenti nei pazienti celiaci
3    Dagli anticorpi alla diagnosi di celiachia    

 

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1. Perchè vengono prodotti specifici anticorpi in caso di celiachia?

Le persone affette da celiachia producono erroneamente in risposta al glutine un elevato livello di alcuni anticorpi che attaccano la parete intestinale danneggiandola.
Questo è il meccanismo che si scatena nel caso delle malattie autoimmuni (come la celiachia), in cui vengono prodotti anticorpi contro strutture o cellule del corpo umano che vengono scambiate per estranee.

Proviamo a capire meglio il meccanismo alla base della risposta immunitaria. Il nostro corpo ha un esercito specializzato nella ricerca e nella distruzione degli agenti patogeni e gli anticorpi sono i protagonisti di quella lotta.
Sono costituiti da proteine a "forma di Y" in cui la base comunica con altri componenti del sistema immunitario e le due braccia si legano a quel che viene riconosciuto come estraneo (antigene).
Gli anticorpi hanno una struttura tridimensionale, che li aiuta a legarsi a migliaia, anche milioni, di antigeni diversi con estrema precisione, garantendoci la possibilità di combattere contro moltissime varietà di patogeni, spesso anche senza accorgercene.
Vengono prodotti durante un'infezione o in risposta a un vaccino e ogni anticorpo è specifico e può avere il compito di etichettare un "invasore", per decretarne la distruzione da parte di altre cellule del sistema immunitario, o distruggere l'"invasore" autonomamente.
Dopo un primo approccio con l’antigene si svilupperanno specifiche cellule della memoria che si riattiveranno quando esso verrà incontrato nuovamente, assicurando che il corpo rimanga preparato al meglio, generando una risposta immunitaria più rapida ed efficace. 
Nella celiachia e nelle malattie autoimmuni questo meccanismo di risposta non funziona correttamente e cellule del nostro organismo vengono erroneamente riconosciute come estranee e pertanto attaccate. 

 

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2. Quali sono gli anticorpi presenti nei pazienti celiaci

Il primo step diagnostico del percorso che porta alla diagnosi di celiachia è la verifica, tramite esami del sangue, della presenza in alte quantità di alcuni anticorpi specifici prodotti nell’intestino in caso di intolleranza al glutine.
Gli anticorpi che vengono cercati nel sangue sono:

  • Anticorpi anti-transglutaminasi (tTG);
  • Anticorpi anti-gliadina (AGA);
  • Anticorpi anti-endomisio (EMA).

Vengono ricercati questi anticorpi (IgG/IgA) perché le transglutaminasi sono un gruppo di enzimi che si ritrovano in diversi processi fisiologici, ma soprattutto nella mucosa intestinale, sito in cui provocano la modificazione della Gliadina, molecola contenuta nel glutine e che nei celiaci viene riconosciuta come estranea e quindi attaccata. Questa reazione autoimmune provoca con il tempo quella conformazione tipica della celiachia con i villi intestinali appiattiti e il malassorbimento.

Qualora sia positivo il riscontro degli anticorpi anti-transglutaminasi e anti-gliadina, verranno ricercati anche gli anticorpi anti-endomisio che sono diretti contro le fibre connettivali (endomisio), che circondano le cellule muscolari lisce della mucosa intestinale e riconoscono come antigene l’enzima transglutaminasi.

 

3. Dagli anticorpi alla diagnosi di celiachia

Nel caso in cui l’esame ematico risulti positivo e venga quindi riscontrato un elevato livello di anticorpi nel sangue, l’iter diagnostico per la celiachia prevede altri due step:

  • il test genetico, che serve a verificare se vi sia la predisposizione genetica allo sviluppo della malattia ovvero la presenza dell’aplotipo HLA DQ2/DQ8, una combinazione di varianti genetiche associata con l’insorgenza di questa malattia;
  • la biopsia duodenale tramite gastroscopia, che serve a prelevare una porzione di mucosa intestinale in tre punti, per verificare se vi sia l’appiattimento dei villi tipico della celiachia.

Le linee guida non indicano altri esami come validi per la diagnosi di celiachia.


Fonti
1    Relazione annuale al Parlamento per la celiachia. (Ultimo accesso 04/02/2021)
2    National Institute for Health and Care Excellence. Recognition, management, and assessment of coeliac disease. September 2015. 
3    Celiachia. Epicentro ISS. (Ultimo accesso 04/02/2021)
4    Lebwohl B, Sanders DS, Green PHR. Coeliac disease. Lancet. 2018;39:70–8 
5    Antibody. National Human Genome Research Institute. (Ultimo   accesso 04/02/2021)

Chiara Mossali
Autore

Chiara Mossali

Medical writer e consulente in ambito healthcare. Laureata in Biotecnologie. Esperienza nell’ambito della ricerca di laboratorio e nella ricerca clinica. Da circa 10 anni mi occupo di comunicazione e consulenza nel settore healthcare curando progetti e contenuti per medici e pazienti.

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